Luoghi

Luoghi della Divina Commedia

Esplora i luoghi reali e simbolici che Dante attraversa nel suo viaggio.

LuogoTipologiaMenzioniVersi collegatiDescrizione
NazarethReale11Nazareth è menzionata nel Paradiso in relazione all'infanzia di Cristo e al luogo dove i suoi concittadini avrebbero dovuto riconoscerlo.
NiloReale33Il Nilo è il fiume egiziano che nella Commedia indica l'Egitto, dove Pompeo riparò dopo la sconfitta di Farsalo.
Nocera e GualdoReale11Nocera e Gualdo sono due castelli umbri ricordati da Dante come pie città obbligate a un grave giogo nella schiera dei beati del Paradiso XI.
NoliReale11Noli è citata da Dante nel Purgatorio (IV 25) come esempio di luogo montano di difficile accesso, paragonato a San Leo, da cui si discende per un ripido sentiero.
NormandiaReale11La Normandia è ricordata da Dante nel Purgatorio (XX 66) come uno dei feudi inglesi strappati con la forza dalla casa di Francia sotto Filippo IV.
NorvegiaReale11Reame menzionato nel Paradiso XIX tra i regni europei i cui sovrani sono biasimati da Dante per aver disonorato la propria stirpe.
Nostra DonnaReale11Nostra Donna è il nome con cui Dante designa il lido adriano, cioè la spiaggia di Ancona, dove la Vergine è venerata come patrona e protettrice del porto.
OsterlicchiReale11Osterlicchi è la forma con cui Dante indica l'Austria nella similitudine del lago gelato di Cocito, dove il freddo è così intenso che il Danubio d'inverno gela fino a consentire il passaggio di eserciti con cavalli e carri.
PachinoReale11Pachino è un capo della Sicilia citato da Dante nel Paradiso come estremità meridionale dell'isola, opposta a Peloro, sul golfo battuto dallo Scirocco.
PadovaReale11Padova è la città di Antenore, ricordata in Paradiso IX da Cunizza da Romano in una profezia contro le forze ostili a Cangrande della Scala.
PalermoReale11Palermo è ricordata da Dante nel Paradiso come la città dove, il 30 marzo 1282, scoppiò la rivolta dei Vespri contro la dominazione angioina, con il grido «Mora, mora!» rivolto ai Francesi.
ParnasoReale55Il Parnaso è un monte della Beozia sacro ad Apollo e alle Muse, la cui cima – detta anche Cirra – è invocata da Dante come fonte d'ispirazione poetica e come giogo abitato dal dio.
PeloroReale22Peloro è il nome classico di un capo della Sicilia citato da Dante come promontorio che delimita l'isola, identificato oggi con Capo Faro.
PenestrinoReale11Penestrino è nominato da Guido da Montefeltro nell'Inferno XXVII, nel confronto con Bonifacio VIII: come Penestrino getta in terra, così Bonifacio atterrò Guido con le sue parole.
PerugiaReale22Perugia è ricordata da Dante come città segnata dagli eventi della guerra civile fra Ottaviano e Antonio (Par. VI, 75) e come centro da cui dipende il dominio politico su altre città umbre (Par. XI, 46).
PeschieraReale11Peschiera: sbarramento fortificato che trattiene le acque del Benaco tra Garda e Val Camonica, dove nasce il fiume Mincio.
PiavaReale01Il Piava è un fiume dell'Italia settentrionale citato da Dante nel Paradiso, ricordato da Cunizza come limite geografico della sua terra d'origine, tra Rialto e le sorgenti del Brenta.
PietrapanaReale11Pietrapana è il nome con cui Dante designa la Pania, cima delle Alpi Apuane, evocata nell'Inferno come misura iperbolica di fronte alla durezza del ghiaccio di Cocito.
PisaReale22Pisa è la città toscana apostrofata da Dante nell'Inferno (XXXIII 79) come «vituperio de le genti», in un passo del canto di Ugolino.
PistoiaReale33Pistoia è ricordata da Vanni Fucci come la «degna tana» in cui si rifugiò, in Inferno XXIV.
PoReale11Il fiume Po è menzionato nell'Inferno XX come punto in cui il Mincio (Governolo) confluisce in esso, segnando la pianura presso Mantova.
PratoReale11Prato come termine topografico infernale citato da Ulisse a Inferno XXVI, 9, riferito a un luogo di attesa e desiderio oltremarino.
PratomagnoReale11Il Pratomagno è una dorsale montuosa tra il Valdarno superiore e il Casentino, ricordata da Dante nel Purgatorio V in relazione alla corsa del demonio.
RavennaReale22Ravenna è citata nella Commedia come città vicina al mare nel Medioevo, patria di Francesca da Polenta, e ricordata in Inferno XXVII.