Reale
Peloro
Peloro è il nome classico di un capo della Sicilia citato da Dante come promontorio che delimita l'isola, identificato oggi con Capo Faro.
Descrizione
Dante menziona Peloro in due canti del poema. In Purgatorio XIV il poeta ricorda che i monti della Sicilia, prima unita alla penisola, si sarebbero violentemente distaccati dalla catena appenninica, leggendo la notizia in Virgilio e in Lucano; Peloro è presentato come il promontorio da cui la Sicilia risulta «troncata», e le note identificano questo capo con l'odierno Capo Faro, all'estremità orientale dell'isola, di fronte alla Calabria. In Paradiso VIII Peloro ritorna come uno dei due estremi – insieme a Pachino – tra i quali si stende la Sicilia, la «bella Trinacria» avvolta dal fumo del vulcano: il golfo ivi compreso è quello che, secondo le note, riceve dal vento di sud-est una violenza maggiore che da ogni altro. Il termine, di origine classica, è dunque usato da Dante nella sua accezione geografica di capo siciliano.
Nel testo
Versi collegati
2 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XIV | 32 | l’alpestro monte ond’ è tronco Peloro, | Apri verso |
| Paradiso | Canto VIII | 68 | tra Pachino e Peloro, sopra ’l golfo | Apri verso |