Reale
Pisa
Pisa è la città toscana apostrofata da Dante nell'Inferno (XXXIII 79) come «vituperio de le genti», in un passo del canto di Ugolino.
Descrizione
Nella Commedia Pisa è richiamata in un celebre verso del canto XXXIII dell'Inferno, in cui Dante si rivolge alla città con una delle sue invettive più note, apostrofandola come «vituperio de le genti». L'esclamazione «Ahi Pisa» apre la celebre apostrofe che introduce il racconto della tragica fine del conte Ugolino e dei suoi figli, chiusi a morir di fame nella torre della Muda insieme con il nemico Ruggieri. Pisa è dunque evocata come luogo storico e morale, teatro di una delle vicende più drammatiche del poema, in cui la città è chiamata in causa come teatro della crudeltà che vi si consuma.
Nel testo
Versi collegati
2 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXXIII | 79 | Ahi Pisa, vituperio de le genti | Apri verso |
| Purgatorio | Canto VI | 17 | Federigo Novello, e quel da Pisa | Apri verso |