Reale
Osterlicchi
Osterlicchi è la forma con cui Dante indica l'Austria nella similitudine del lago gelato di Cocito, dove il freddo è così intenso che il Danubio d'inverno gela fino a consentire il passaggio di eserciti con cavalli e carri.
Descrizione
Nel canto XXXII dell'Inferno, parlando del nono cerchio, Dante impiega la parola Osterlicchi per designare l'Austria, ricorrendo a una voce onomatopeica che evoca lo scricchiolio del ghiaccio. La forma, di per sé desueta, è qui scelta perché cade in fine di verso, dove il suono duro della parola rinforza l'idea del gelo estremo del Cocito. La similitudine paragona questo freddo a quello del Danubio in Austria, fiume che d'inverno gela tanto profondamente da permettere il passaggio di interi eserciti con cavalli e carri. Il valore fonosimbolico di Osterlicchi si lega in rima con le altre forme deformanti del passo (Danoia per Danubio, Tanaï per Don, Tambernicchi), creando un effetto fonico che amplifica la percezione del gelo infernale.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXXII | 26 | di verno la Danoia in Osterlicchi, | Apri verso |