Reale
Pietrapana
Pietrapana è il nome con cui Dante designa la Pania, cima delle Alpi Apuane, evocata nell'Inferno come misura iperbolica di fronte alla durezza del ghiaccio di Cocito.
Descrizione
Nel XXXII canto dell'Inferno, Dante introduce Pietrapana come termine di paragone per misurare lo spessore del ghiaccio del nono cerchio. Il poeta immagina che, se vi fossero cadute sopra la Tambernicchi e Pietrapana stessa, neppure al bordo, dove il ghiaccio è più sottile, si sarebbe udito il benché minimo scricchiolio. L'immagine, dichiaratamente irreale e quasi astratta, è costruita per rendere la totale disumanità del paesaggio infernale, al quale nessun monte terreno può essere davvero commisurato. Il nome Pietrapana conserva la forma antica con cui la tradizione toscana designava la vetta apuana oggi nota come Pania, secondo l'identificazione già accolta negli studi menzionati nella nota al canto.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXXII | 29 | vi fosse sù caduto, o Pietrapana, | Apri verso |