诗歌导读
我们身在何处
但丁仍身处第八重天,即恒星天,众福灵在此歌唱三位一体,引领信仰考验的三簇火焰中第三簇——圣彼得的火焰——因愤慨而愈发炽烈。整片天空染上一层红色,恰似日出或日落时分被太阳映红的云霞。场景以位置的转换收束:贝阿特丽切让但丁转身,使他望见大地,指出尤利西斯遇难之处与伽倪墨得斯劫走欧罗巴的地点。
我们遇见谁
圣彼得,他的火焰赤红,痛斥那些将其陵墓变为污秽之所的教宗,以及把天国之钥当作战争旗帜的继任者们。贝阿特丽切面色苍白,犹如基督受难时刻的天宇,随后向但丁阐释第一推动天的结构——宇宙那由爱驱动的静止中心。舞台上并无其他历史人物登场,但彼得列举了与自己及利诺、克莱托并列殉道的教宗(西斯都、庇护、卡利斯托与乌尔班),以此与腐败之辈形成对照。
期待什么
在怒斥与宇宙论的讲解之后,贝阿特丽切预言教会即将获得救赎,常被解读为一位能够拨正航向的改革者的到来。但丁随后被从恒星天擢升:这是迈向至高天的过渡,旅程的物质性至此完全让位于纯粹的凝观。谁将实现所许诺的转折,这一问题依然悬而未决。
‘Al Padre, al Figlio, a lo Spirito Santo’,
1cominciò, ‘gloria!’, tutto ’l paradiso,
2sì che m’inebrïava il dolce canto.
3Ciò ch’io vedeva mi sembiava un riso
4de l’universo; per che mia ebbrezza
5intrava per l’udire e per lo viso.
6Oh gioia! oh ineffabile allegrezza!
7oh vita intègra d’amore e di pace!
8oh sanza brama sicura ricchezza!
9Dinanzi a li occhi miei le quattro face
10stavano accese, e quella che pria venne
11incominciò a farsi più vivace,
12e tal ne la sembianza sua divenne,
13qual diverrebbe Iove, s’elli e Marte
14fossero augelli e cambiassersi penne.
15La provedenza, che quivi comparte
16vice e officio, nel beato coro
17silenzio posto avea da ogne parte,
18quand’ ïo udi’: «Se io mi trascoloro,
19non ti maravigliar, ché, dicend’ io,
20vedrai trascolorar tutti costoro.
21Quelli ch’usurpa in terra il luogo mio,
22il luogo mio, il luogo mio, che vaca
23ne la presenza del Figliuol di Dio,
24fatt’ ha del cimitero mio cloaca
25del sangue e de la puzza; onde ’l perverso
26che cadde di qua sù, là giù si placa».
27Di quel color che per lo sole avverso
28nube dipigne da sera e da mane,
29vid’ ïo allora tutto ’l ciel cosperso.
30E come donna onesta che permane
31di sé sicura, e per l’altrui fallanza,
32pur ascoltando, timida si fane,
33così Beatrice trasmutò sembianza;
34e tale eclissi credo che ’n ciel fue
35quando patì la supprema possanza.
36Poi procedetter le parole sue
37con voce tanto da sé trasmutata,
38che la sembianza non si mutò piùe:
39«Non fu la sposa di Cristo allevata
40del sangue mio, di Lin, di quel di Cleto,
41per essere ad acquisto d’oro usata;
42ma per acquisto d’esto viver lieto
43e Sisto e Pïo e Calisto e Urbano
44sparser lo sangue dopo molto fleto.
45Non fu nostra intenzion ch’a destra mano
46d’i nostri successor parte sedesse,
47parte da l’altra del popol cristiano;
48né che le chiavi che mi fuor concesse,
49divenisser signaculo in vessillo
50che contra battezzati combattesse;
51né ch’io fossi figura di sigillo
52a privilegi venduti e mendaci,
53ond’ io sovente arrosso e disfavillo.
54In vesta di pastor lupi rapaci
55si veggion di qua sù per tutti i paschi:
56o difesa di Dio, perché pur giaci?
57Del sangue nostro Caorsini e Guaschi
58s’apparecchian di bere: o buon principio,
59a che vil fine convien che tu caschi!
60Ma l’alta provedenza, che con Scipio
61difese a Roma la gloria del mondo,
62soccorrà tosto, sì com’ io concipio;
63e tu, figliuol, che per lo mortal pondo
64ancor giù tornerai, apri la bocca,
65e non asconder quel ch’io non ascondo».
66Sì come di vapor gelati fiocca
67in giuso l’aere nostro, quando ’l corno
68de la capra del ciel col sol si tocca,
69in sù vid’ io così l’etera addorno
70farsi e fioccar di vapor trïunfanti
71che fatto avien con noi quivi soggiorno.
72Lo viso mio seguiva i suoi sembianti,
73e seguì fin che ’l mezzo, per lo molto,
74li tolse il trapassar del più avanti.
75Onde la donna, che mi vide assolto
76de l’attendere in sù, mi disse: «Adima
77il viso e guarda come tu se’ vòlto».
78Da l’ora ch’ïo avea guardato prima
79i’ vidi mosso me per tutto l’arco
80che fa dal mezzo al fine il primo clima;
81sì ch’io vedea di là da Gade il varco
82folle d’Ulisse, e di qua presso il lito
83nel qual si fece Europa dolce carco.
84E più mi fora discoverto il sito
85di questa aiuola; ma ’l sol procedea
86sotto i mie’ piedi un segno e più partito.
87La mente innamorata, che donnea
88con la mia donna sempre, di ridure
89ad essa li occhi più che mai ardea;
90e se natura o arte fé pasture
91da pigliare occhi, per aver la mente,
92in carne umana o ne le sue pitture,
93tutte adunate, parrebber nïente
94ver’ lo piacer divin che mi refulse,
95quando mi volsi al suo viso ridente.
96E la virtù che lo sguardo m’indulse,
97del bel nido di Leda mi divelse,
98e nel ciel velocissimo m’impulse.
99Le parti sue vivissime ed eccelse
100sì uniforme son, ch’i’ non so dire
101qual Bëatrice per loco mi scelse.
102Ma ella, che vedëa ’l mio disire,
103incominciò, ridendo tanto lieta,
104che Dio parea nel suo volto gioire:
105«La natura del mondo, che quïeta
106il mezzo e tutto l’altro intorno move,
107quinci comincia come da sua meta;
108e questo cielo non ha altro dove
109che la mente divina, in che s’accende
110l’amor che ’l volge e la virtù ch’ei piove.
111Luce e amor d’un cerchio lui comprende,
112sì come questo li altri; e quel precinto
113colui che ’l cinge solamente intende.
114Non è suo moto per altro distinto,
115ma li altri son mensurati da questo,
116sì come diece da mezzo e da quinto;
117e come il tempo tegna in cotal testo
118le sue radici e ne li altri le fronde,
119omai a te può esser manifesto.
120Oh cupidigia che i mortali affonde
121sì sotto te, che nessuno ha podere
122di trarre li occhi fuor de le tue onde!
123Ben fiorisce ne li uomini il volere;
124ma la pioggia continüa converte
125in bozzacchioni le sosine vere.
126Fede e innocenza son reperte
127solo ne’ parvoletti; poi ciascuna
128pria fugge che le guance sian coperte.
129Tale, balbuzïendo ancor, digiuna,
130che poi divora, con la lingua sciolta,
131qualunque cibo per qualunque luna;
132e tal, balbuzïendo, ama e ascolta
133la madre sua, che, con loquela intera,
134disïa poi di vederla sepolta.
135Così si fa la pelle bianca nera
136nel primo aspetto de la bella figlia
137di quel ch’apporta mane e lascia sera.
138Tu, perché non ti facci maraviglia,
139pensa che ’n terra non è chi governi;
140onde sì svïa l’umana famiglia.
141Ma prima che gennaio tutto si sverni
142per la centesma ch’è là giù negletta,
143raggeran sì questi cerchi superni,
144che la fortuna che tanto s’aspetta,
145le poppe volgerà u’ son le prore,
146sì che la classe correrà diretta;
147e vero frutto verrà dopo ’l fiore».
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