Guida al canto Dove siamo Siamo sul bordo del settimo cerchio, dove la ripa scende verso il basso. Il fetore che sale dal profondo è così violento che Virgilio propone di restare un momento accanto a un grande sepolcro per abituare l'olfatto. È una sosta obbligata, non un riposo: il tempo dell'attesa si trasforma subito in un'ampia spiegazione sulla struttura dell'Inferno.
Chi incontriamo Non incontriamo nuovi dannati: il sepolcro di Anastasio II papa, ricordato da un'iscrizione, è solo un punto di sosta. Virgilio assume un ruolo didattico, parlando a lungo come maestro. Dante, incalzandolo, non si limita ad ascoltare: chiede chiarimenti, distingue le proprie domande e ragiona su quanto sente.
Cosa aspettarsi Dopo questo canto la discesa sarà meno misteriosa, perché ogni girone ha già un nome e una ragione. Resta però un nodo aperto: dove sono puniti gli iracondi e i lussuriosi della palude Stigia, visto che Dio sembra adirato con loro? La domanda, che il maestro scioglie, prelude al cammino verso il settimo cerchio, ormai prossimo.
In su l’estremità d’un’alta ripa
1 che facevan gran pietre rotte in cerchio,
2 venimmo sopra più crudele stipa;
3 e quivi, per l’orribile soperchio
4 del puzzo che ’l profondo abisso gitta,
5 ci raccostammo, in dietro, ad un coperchio
6 d’un grand’ avello, ov’ io vidi una scritta
7 che dicea: ‘Anastasio papa guardo,
8 lo qual trasse Fotin de la via dritta’.
9 A causa del puzzo insopportabile che il profondo abisso sprigionava, ci riparammo dietro il coperchio di una grande tomba, dove vidi un'iscrizione che diceva: "Qui riposa il papa Anastasio, che Fotin traviò dalla retta via". · Versi 4-9
«Lo nostro scender conviene esser tardo,
10 sì che s’ausi un poco in prima il senso
11 al tristo fiato; e poi no i fia riguardo».
12 Così ’l maestro; e io «Alcun compenso»,
13 dissi lui, «trova che ’l tempo non passi
14 perduto». Ed elli: «Vedi ch’a ciò penso».
15 «Figliuol mio, dentro da cotesti sassi»,
16 cominciò poi a dir, «son tre cerchietti
17 di grado in grado, come que’ che lassi.
18 Tutti son pien di spirti maladetti;
19 ma perché poi ti basti pur la vista,
20 intendi come e perché son costretti.
21 Poi cominciò: "Figlio mio, dentro queste rocce ci sono tre cerchi disposti a gradini, come quelli da cui scendi. Tutti sono pieni di spiriti maledetti; ma perché ti basti solo la vista, ascolta come e perché sono puniti". · Versi 16-21
D’ogne malizia, ch’odio in cielo acquista,
22 ingiuria è ’l fine, ed ogne fin cotale
23 o con forza o con frode altrui contrista.
24 Ma perché frode è de l’uom proprio male,
25 più spiace a Dio; e però stan di sotto
26 li frodolenti, e più dolor li assale.
27 Proseguì: "Di ogni peccato che il cielo odia, lo scopo è fare offesa, e ogni fine di quel tipo danneggia il prossimo o con la forza o con l'inganno. Ma poiché l'inganno è proprio del male dell'uomo, pesa di più a Dio; per questo i fraudolenti stanno più in basso e li tormenta un dolore maggiore". · Versi 22-27
Di vïolenti il primo cerchio è tutto;
28 ma perché si fa forza a tre persone,
29 in tre gironi è distinto e costrutto.
30 A Dio, a sé, al prossimo si pòne
31 far forza, dico in loro e in lor cose,
32 come udirai con aperta ragione.
33 Poi aggiunse: "Il primo cerchio è tutto di violenti; ma poiché si fa violenza a tre tipi di persone, è suddiviso e costruito in tre gironi. Si fa violenza a Dio, a sé stessi e al prossimo, nelle loro persone e nei loro beni, come sentirai da una spiegazione chiara". · Versi 28-33
Morte per forza e ferute dogliose
34 nel prossimo si danno, e nel suo avere
35 ruine, incendi e tollette dannose;
36 onde omicide e ciascun che mal fiere,
37 guastatori e predon, tutti tormenta
38 lo giron primo per diverse schiere.
39 Continuò: "Contro il prossimo si commettono omicidi e ferite dolorose; contro i suoi beni, distruzioni, incendi e rapine dannose; per questo nel primo girone, divisi in diverse schiere, soffrono gli assassini, chiunque colpisce ferocemente, i saccheggiatori e i predoni". · Versi 34-39
Puote omo avere in sé man vïolenta
40 e ne’ suoi beni; e però nel secondo
41 giron convien che sanza pro si penta
42 qualunque priva sé del vostro mondo,
43 biscazza e fonde la sua facultade,
44 e piange là dov’ esser de’ giocondo.
45 Poi disse: "Si può esercitare violenza su sé stessi e sui propri beni; e perciò nel secondo girone deve pentirsi inutilmente chiunque si priva del vostro mondo, chi gioca d'azzardo e dilapida il suo patrimonio, e piange là dove dovrebbe essere felice". · Versi 40-45
Puossi far forza ne la deïtade,
46 col cor negando e bestemmiando quella,
47 e spregiando natura e sua bontade;
48 e però lo minor giron suggella
49 del segno suo e Soddoma e Caorsa
50 e chi, spregiando Dio col cor, favella.
51 Continuò: "Si può fare violenza contro la divinità, negandola nel cuore e bestemmiandola, e disprezzando la natura e la sua bontà; per questo il girone più basso porta il sigillo di Sodoma e di Caorsa, e di chi, disprezzando Dio nel cuore, parla contro di lui". · Versi 46-51
La frode, ond’ ogne coscïenza è morsa,
52 può l’omo usare in colui che ’n lui fida
53 e in quel che fidanza non imborsa.
54 Questo modo di retro par ch’incida
55 pur lo vinco d’amor che fa natura;
56 onde nel cerchio secondo s’annida
57 ipocresia, lusinghe e chi affattura,
58 falsità, ladroneccio e simonia,
59 ruffian, baratti e simile lordura.
60 Poi spiegò: "L'inganno, che morde ogni coscienza, si può esercitare verso chi si fida di noi e verso chi non ripone alcuna fiducia. Questo primo modo sembra tagliare proprio il vincolo d'amore che la natura crea; per questo nel secondo cerchio hanno posto ipocrisia, lusinghe, chi pratica sortilegi, falsità, furto, simonia, ruffianeria, corruzione e ogni altra bruttura simile". · Versi 52-60
Per l’altro modo quell’ amor s’oblia
61 che fa natura, e quel ch’è poi aggiunto,
62 di che la fede spezïal si cria;
63 onde nel cerchio minore, ov’ è ’l punto
64 de l’universo in su che Dite siede,
65 qualunque trade in etterno è consunto».
66 Poi concluse: "Con l'altro modo, quello rivolto contro chi non ci ha accordato fiducia, si dimentica quell'amore che la natura fa nascere, e quello che vi si aggiunge, dal quale nasce il vincolo speciale di fede; per questo nel cerchio più piccolo, che è il punto più basso dell'universo, dove siede Dite, chiunque tradisce è consumato per l'eternità". · Versi 61-66
E io: «Maestro, assai chiara procede
67 la tua ragione, e assai ben distingue
68 questo baràtro e ’l popol ch’e’ possiede.
69 Ma dimmi: quei de la palude pingue,
70 che mena il vento, e che batte la pioggia,
71 e che s’incontran con sì aspre lingue,
72 perché non dentro da la città roggia
73 sono ei puniti, se Dio li ha in ira?
74 e se non li ha, perché sono a tal foggia?».
75 Io dissi: "Maestro, la tua spiegazione procede molto chiara e distingue bene questo baratro e i dannati che contiene. Ma dimmi: quelli della palude melmosa, che il vento sospinge e la pioggia batte, e che si scontrano con parole così aspre, perché non sono puniti dentro la città rossa, se Dio li ha in odio? E se non li ha in odio, perché stanno in quel modo?". · Versi 67-75
Ed elli a me «Perché tanto delira»,
76 disse, «lo ’ngegno tuo da quel che sòle?
77 o ver la mente dove altrove mira?
78 Non ti rimembra di quelle parole
79 con le quai la tua Etica pertratta
80 le tre disposizion che ’l ciel non vole,
81 incontenenza, malizia e la matta
82 bestialitade? e come incontenenza
83 men Dio offende e men biasimo accatta?
84 Mi rispose: "Perché il tuo intelletto si allontana tanto da quello che suole? O forse la tua mente è rivolta altrove? Non ti ricordi di quelle parole con cui la tua Etica tratta le tre disposizioni che il cielo non vuole — incontinenza, malizia e la folle bestialità? — e di come l'incontinenza offenda meno Dio e raccolga meno biasimo?". · Versi 76-84
Se tu riguardi ben questa sentenza,
85 e rechiti a la mente chi son quelli
86 che sù di fuor sostegnon penitenza,
87 tu vedrai ben perché da questi felli
88 sien dipartiti, e perché men crucciata
89 la divina vendetta li martelli».
90 «O sol che sani ogne vista turbata,
91 tu mi contenti sì quando tu solvi,
92 che, non men che saver, dubbiar m’aggrata.
93 Ancora in dietro un poco ti rivolvi»,
94 diss’ io, «là dove di’ ch’usura offende
95 la divina bontade, e ’l groppo solvi».
96 Io dissi: "O luce che risani ogni vista offuscata, tu mi soddisfi così tanto quando chiarisci le cose, che dubitare mi piace non meno di sapere. Torna un po' indietro, al punto in cui dicevi che l'usura offende la bontà divina, e sciogli quel nodo". · Versi 91-96
«Filosofia», mi disse, «a chi la ’ntende,
97 nota, non pure in una sola parte,
98 come natura lo suo corso prende
99 dal divino ’ntelletto e da sua arte;
100 e se tu ben la tua Fisica note,
101 tu troverai, non dopo molte carte,
102 che l’arte vostra quella, quanto pote,
103 segue, come ’l maestro fa ’l discente;
104 sì che vostr’ arte a Dio quasi è nepote.
105 Mi disse: "La Filosofia, per chi la intende, insegna — non solo in un punto — come la natura segua il suo corso grazie all'intelletto divino e alla sua arte; e se leggi bene la tua Fisica, troverai, senza dover sfogliare molte pagine, che la vostra arte, per quanto può, segue la natura, come il discepolo segue il maestro: così la vostra arte è quasi nipote di Dio". · Versi 97-105
Da queste due, se tu ti rechi a mente
106 lo Genesì dal principio, convene
107 prender sua vita e avanzar la gente;
108 e perché l’usuriere altra via tene,
109 per sé natura e per la sua seguace
110 dispregia, poi ch’in altro pon la spene.
111 Poi spiegò: "Da queste due, se ti ricordi la Genesi fin dal principio, l'uomo doveva trarre il proprio sostentamento e progredire; e poiché l'usuraio segue un'altra strada, disprezza la natura in sé e la sua seguace, dato che ripone la speranza altrove". · Versi 106-111
Ma seguimi oramai che ’l gir mi piace;
112 ché i Pesci guizzan su per l’orizzonta,
113 e ’l Carro tutto sovra ’l Coro giace,
114 e ’l balzo via là oltra si dismonta».
115 Infine concluse: "Ora seguimi, perché il cammino mi è gradito: i Pesci stanno guizzando sull'orizzonte e il Carro è ormai tutto sopra la Corona, la costellazione; e là più avanti si scende lungo quel pendio". · Versi 112-115
L’elenco dei luoghi è in revisione editoriale.
https://divinacommediaonline.it/it/inferno/canto-11