Guida al canto Dove siamo Siamo dentro l'Inferno, davanti alla porta con l'iscrizione che condanna chi entra. L'aria è buia, piena di lamenti e sospiri: qui vivono gli ignavi. Il conflitto non è più la paura di partire, ma lo sgomento davanti a un luogo senza tempo né stelle.
Chi incontriamo Caronte, il vecchio nocchiero dalla barba bianca e gli occhi di fiamma, che raduna le anime dannate e le traghetta sull'Acheronte. Tra gli ignavi compare l'ombra di colui che fece per viltade il gran rifiuto, tradizionalmente identificata con Pilato. Virgilio guida Dante, lo rassicura e impone il proprio volere a Caronte.
Cosa aspettarsi Dopo lo svenimento di Dante, il viaggio entrerà nel primo cerchio, tra i dannati che hanno peccato con misura. Resta aperta la domanda su che cosa lo attende quando il fiume sarà attraversato.
‘Per me si va ne la città dolente,
1 per me si va ne l’etterno dolore,
2 per me si va tra la perduta gente.
3 Giustizia mosse il mio alto fattore;
4 fecemi la divina podestate,
5 la somma sapïenza e ’l primo amore.
6 Dinanzi a me non fuor cose create
7 se non etterne, e io etterno duro.
8 Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate’.
9 «La giustizia spinse il mio creatore a costruirmi: mi diedero forma la potenza divina, la sapienza più alta e l’amore originario. Prima di me furono create soltanto cose eterne, e io durerò eternamente. «Chi entra qui rinunci a ogni speranza»». · Versi 4-9
Queste parole di colore oscuro
10 vid’ ïo scritte al sommo d’una porta;
11 per ch’io: «Maestro, il senso lor m’è duro».
12 Ed elli a me, come persona accorta:
13 «Qui si convien lasciare ogne sospetto;
14 ogne viltà convien che qui sia morta.
15 Noi siam venuti al loco ov’ i’ t’ho detto
16 che tu vedrai le genti dolorose
17 c’hanno perduto il ben de l’intelletto».
18 E poi che la sua mano a la mia puose
19 con lieto volto, ond’ io mi confortai,
20 mi mise dentro a le segrete cose.
21 Quivi sospiri, pianti e alti guai
22 risonavan per l’aere sanza stelle,
23 per ch’io al cominciar ne lagrimai.
24 Poi prese la mia mano nella sua e, con un’espressione serena che mi ridiede coraggio, mi condusse dentro quel luogo segreto. Lì, in un’aria senza stelle, risuonavano sospiri, pianti e lamenti altissimi; appena entrato, io cominciai a piangere. · Versi 19-24
Diverse lingue, orribili favelle,
25 parole di dolore, accenti d’ira,
26 voci alte e fioche, e suon di man con elle
27 facevano un tumulto, il qual s’aggira
28 sempre in quell’ aura sanza tempo tinta,
29 come la rena quando turbo spira.
30 Lingue diverse, parole spaventose, espressioni di dolore, grida d’ira, voci acute e sommesse e colpi di mani producevano un frastuono che continuava a ruotare in quell’aria senza tempo, scura, come la sabbia quando un turbine la solleva. · Versi 25-30
E io ch’avea d’error la testa cinta,
31 dissi: «Maestro, che è quel ch’i’ odo?
32 e che gent’ è che par nel duol sì vinta?».
33 Io, con la mente sconvolta, dissi: «Maestro, che cosa sto ascoltando? E quale gente appare così sopraffatta dal dolore?». · Versi 31-33
Ed elli a me: «Questo misero modo
34 tegnon l’anime triste di coloro
35 che visser sanza ’nfamia e sanza lodo.
36 Mischiate sono a quel cattivo coro
37 de li angeli che non furon ribelli
38 né fur fedeli a Dio, ma per sé fuoro.
39 Caccianli i ciel per non esser men belli,
40 né lo profondo inferno li riceve,
41 ch’alcuna gloria i rei avrebber d’elli».
42 Poi aggiunse: «Il cielo li respinge per non perdere la propria bellezza, mentre il luogo più profondo dell’inferno non li accoglie, perché i dannati potrebbero ottenere da loro una qualche fama». · Versi 40-42
E io: «Maestro, che è tanto greve
43 a lor che lamentar li fa sì forte?».
44 Rispuose: «Dicerolti molto breve.
45 Questi non hanno speranza di morte,
46 e la lor cieca vita è tanto bassa,
47 che ’nvidïosi son d’ogne altra sorte.
48 Io chiesi: «Maestro, che cosa rende così insopportabile la loro condizione da farli lamentare tanto?». Lui rispose: «Te lo dirò in breve. Questi non possono neppure sperare di morire, e la loro vita priva di senso è così misera che invidiano qualsiasi altra sorte». · Versi 43-48
Fama di loro il mondo esser non lassa;
49 misericordia e giustizia li sdegna:
50 non ragioniam di lor, ma guarda e passa».
51 E io, che riguardai, vidi una ’nsegna
52 che girando correva tanto ratta,
53 che d’ogne posa mi parea indegna;
54 e dietro le venìa sì lunga tratta
55 di gente, ch’i’ non averei creduto
56 che morte tanta n’avesse disfatta.
57 Poscia ch’io v’ebbi alcun riconosciuto,
58 vidi e conobbi l’ombra di colui
59 che fece per viltade il gran rifiuto.
60 Incontanente intesi e certo fui
61 che questa era la setta d’i cattivi,
62 a Dio spiacenti e a’ nemici sui.
63 Dopo averne riconosciute alcune, vidi e riconobbi l’ombra di colui che per viltà rinunciò alla decisione che gli spettava. Allora compresi con certezza che quella era la schiera degli ignavi, sgraditi a Dio e anche ai suoi nemici. · Versi 58-63
Questi sciaurati, che mai non fur vivi,
64 erano ignudi e stimolati molto
65 da mosconi e da vespe ch’eran ivi.
66 Elle rigavan lor di sangue il volto,
67 che, mischiato di lagrime, a’ lor piedi
68 da fastidiosi vermi era ricolto.
69 Quegli infelici, che non vissero mai veramente, erano nudi e tormentati senza tregua da mosconi e vespe. Gli insetti rigavano loro il volto di sangue, che, mescolato alle lacrime, cadeva ai piedi e veniva raccolto da vermi ripugnanti. · Versi 64-69
E poi ch’a riguardar oltre mi diedi,
70 vidi genti a la riva d’un gran fiume;
71 per ch’io dissi: «Maestro, or mi concedi
72 ch’i’ sappia quali sono, e qual costume
73 le fa di trapassar parer sì pronte,
74 com’ i’ discerno per lo fioco lume».
75 Quando tornai a guardare più avanti, vidi alcune persone sulla riva di un grande fiume e dissi: «Maestro, ora permettimi di sapere chi sono e quale motivo le rende così pronte ad attraversare, come riesco a distinguere nella luce incerta». · Versi 70-75
Ed elli a me: «Le cose ti fier conte
76 quando noi fermerem li nostri passi
77 su la trista riviera d’Acheronte».
78 Allor con li occhi vergognosi e bassi,
79 temendo no ’l mio dir li fosse grave,
80 infino al fiume del parlar mi trassi.
81 Ed ecco verso noi venir per nave
82 un vecchio, bianco per antico pelo,
83 gridando: «Guai a voi, anime prave!
84 Non isperate mai veder lo cielo:
85 i’ vegno per menarvi a l’altra riva
86 ne le tenebre etterne, in caldo e ’n gelo.
87 Ed ecco venire verso di noi, su una barca, un vecchio dai capelli bianchi per l’età, che gridava: «Guai a voi, anime malvagie! Non sperate mai di vedere il cielo: io vengo a portarvi sull’altra riva, nelle tenebre eterne, tra il fuoco e il gelo». · Versi 82-87
E tu che se’ costì, anima viva,
88 pàrtiti da cotesti che son morti».
89 Ma poi che vide ch’io non mi partiva,
90 disse: «Per altra via, per altri porti
91 verrai a piaggia, non qui, per passare:
92 più lieve legno convien che ti porti».
93 Poi, vedendo che io non mi allontanavo, disse: «E tu, anima ancora viva, separati da queste anime morte. Arriverai alla riva attraverso un’altra strada e altri approdi; non passerai di qui, perché dovrà portarti una barca più leggera». · Versi 88-93
E ’l duca lui: «Caron, non ti crucciare:
94 vuolsi così colà dove si puote
95 ciò che si vuole, e più non dimandare».
96 Quinci fuor quete le lanose gote
97 al nocchier de la livida palude,
98 che ’ntorno a li occhi avea di fiamme rote.
99 La mia guida gli disse: «Caronte, non agitarti: è stato stabilito così là dove si può fare tutto ciò che si vuole; non domandare altro». A quelle parole si calmarono le guance barbute del nocchiero della palude livida, mentre intorno ai suoi occhi giravano fiamme. · Versi 94-99
Ma quell’ anime, ch’eran lasse e nude,
100 cangiar colore e dibattero i denti,
101 ratto che ’nteser le parole crude.
102 Bestemmiavano Dio e lor parenti,
103 l’umana spezie e ’l loco e ’l tempo e ’l seme
104 di lor semenza e di lor nascimenti.
105 Quelle anime stanche e nude cambiarono colore e cominciarono a battere i denti appena udirono quelle parole terribili. Maledicevano Dio, i loro genitori, l’umanità, il luogo e il momento della loro nascita, oltre alla stirpe da cui discendevano. · Versi 100-105
Poi si ritrasser tutte quante insieme,
106 forte piangendo, a la riva malvagia
107 ch’attende ciascun uom che Dio non teme.
108 Caron dimonio, con occhi di bragia
109 loro accennando, tutte le raccoglie;
110 batte col remo qualunque s’adagia.
111 Come d’autunno si levan le foglie
112 l’una appresso de l’altra, fin che ’l ramo
113 vede a la terra tutte le sue spoglie,
114 similemente il mal seme d’Adamo
115 gittansi di quel lito ad una ad una,
116 per cenni come augel per suo richiamo.
117 Caronte, un demonio dagli occhi infuocati, le radunava con un cenno e colpiva con il remo chiunque indugiasse. Come in autunno le foglie cadono una dopo l’altra finché il ramo resta completamente spoglio, allo stesso modo la stirpe malvagia di Adamo si gettava dalla riva nella barca, una persona alla volta, seguendo i suoi segnali come uccelli richiamati. · Versi 109-117
Così sen vanno su per l’onda bruna,
118 e avanti che sien di là discese,
119 anche di qua nuova schiera s’auna.
120 «Figliuol mio», disse ’l maestro cortese,
121 «quelli che muoion ne l’ira di Dio
122 tutti convegnon qui d’ogne paese;
123 e pronti sono a trapassar lo rio,
124 ché la divina giustizia li sprona,
125 sì che la tema si volve in disio.
126 Quinci non passa mai anima buona;
127 e però, se Caron di te si lagna,
128 ben puoi sapere omai che ’l suo dir suona».
129 Poi aggiunse: «Sono pronti ad attraversare il fiume, perché la giustizia divina li spinge con tanta forza che la paura si trasforma in desiderio. Da qui non passa mai un’anima buona; perciò, se Caronte protesta perché tu sei qui, ormai puoi capire bene che cosa significano le sue parole». · Versi 124-129
Finito questo, la buia campagna
130 tremò sì forte, che de lo spavento
131 la mente di sudore ancor mi bagna.
132 Dopo che ebbe finito di parlare, la pianura buia tremò così forte che ancora oggi, per lo spavento, il ricordo mi fa sudare la mente. · Versi 130-132
La terra lagrimosa diede vento,
133 che balenò una luce vermiglia
134 la qual mi vinse ciascun sentimento;
135 e caddi come l’uom cui sonno piglia.
136 L’elenco dei luoghi è in revisione editoriale.
https://divinacommediaonline.it/it/inferno/canto-3