诗歌导读
我们身在何处
我们仍在火星天,停在燃烧着卡恰圭达的明亮十字之前。但丁将自己的焦虑比作一个儿子想要确认所听到的消息,他向曾祖父请求预先知晓自己的命运,因为被预见的不幸比盲目承受的打击来得轻些。碧翠丝鼓励他开口,诗人便明确地提出了请求,准备好面对一个痛苦的真相。
我们遇见谁
卡恰圭达再次开口,向但丁预言他将被逐出佛罗伦萨、尝他人面包之咸、走他人楼梯之苦、同伴的忘恩负义,以及最初在大伦巴第的斯卡拉家族那里得到的庇护。他还预告了一位被同一星辰所标记的青年,其事迹将非同寻常。碧翠丝仅在一个姿态中重新浮现:她的微笑照亮了曾祖父的火焰。场景中没有新受祝福者登场。
期待什么
在预言之后,但丁请求帮助,以免因害怕在同时代人中间失去生命而背叛真理。卡恰圭达以一个鲜明的意象作答:刺耳的声音将成为养分,而旅途中展示的高位者,即那些声名显赫的灵魂,将为听者的信念提供根基。读者正准备迈入一道新的门槛:流放,乃是诗人使命的代价。
Qual venne a Climenè, per accertarsi
1di ciò ch’avëa incontro a sé udito,
2quei ch’ancor fa li padri ai figli scarsi;
3tal era io, e tal era sentito
4e da Beatrice e da la santa lampa
5che pria per me avea mutato sito.
6Per che mia donna «Manda fuor la vampa
7del tuo disio», mi disse, «sì ch’ella esca
8segnata bene de la interna stampa:
9non perché nostra conoscenza cresca
10per tuo parlare, ma perché t’ausi
11a dir la sete, sì che l’uom ti mesca».
12«O cara piota mia che sì t’insusi,
13che, come veggion le terrene menti
14non capere in trïangol due ottusi,
15così vedi le cose contingenti
16anzi che sieno in sé, mirando il punto
17a cui tutti li tempi son presenti;
18mentre ch’io era a Virgilio congiunto
19su per lo monte che l’anime cura
20e discendendo nel mondo defunto,
21dette mi fuor di mia vita futura
22parole gravi, avvegna ch’io mi senta
23ben tetragono ai colpi di ventura;
24per che la voglia mia saria contenta
25d’intender qual fortuna mi s’appressa:
26ché saetta previsa vien più lenta».
27Così diss’ io a quella luce stessa
28che pria m’avea parlato; e come volle
29Beatrice, fu la mia voglia confessa.
30Né per ambage, in che la gente folle
31già s’inviscava pria che fosse anciso
32l’Agnel di Dio che le peccata tolle,
33ma per chiare parole e con preciso
34latin rispuose quello amor paterno,
35chiuso e parvente del suo proprio riso:
36«La contingenza, che fuor del quaderno
37de la vostra matera non si stende,
38tutta è dipinta nel cospetto etterno;
39necessità però quindi non prende
40se non come dal viso in che si specchia
41nave che per torrente giù discende.
42Da indi, sì come viene ad orecchia
43dolce armonia da organo, mi viene
44a vista il tempo che ti s’apparecchia.
45Qual si partio Ipolito d’Atene
46per la spietata e perfida noverca,
47tal di Fiorenza partir ti convene.
48Questo si vuole e questo già si cerca,
49e tosto verrà fatto a chi ciò pensa
50là dove Cristo tutto dì si merca.
51La colpa seguirà la parte offensa
52in grido, come suol; ma la vendetta
53fia testimonio al ver che la dispensa.
54Tu lascerai ogne cosa diletta
55più caramente; e questo è quello strale
56che l’arco de lo essilio pria saetta.
57Tu proverai sì come sa di sale
58lo pane altrui, e come è duro calle
59lo scendere e ’l salir per l’altrui scale.
60E quel che più ti graverà le spalle,
61sarà la compagnia malvagia e scempia
62con la qual tu cadrai in questa valle;
63che tutta ingrata, tutta matta ed empia
64si farà contr’ a te; ma, poco appresso,
65ella, non tu, n’avrà rossa la tempia.
66Di sua bestialitate il suo processo
67farà la prova; sì ch’a te fia bello
68averti fatta parte per te stesso.
69Lo primo tuo refugio e ’l primo ostello
70sarà la cortesia del gran Lombardo
71che ’n su la scala porta il santo uccello;
72ch’in te avrà sì benigno riguardo,
73che del fare e del chieder, tra voi due,
74fia primo quel che tra li altri è più tardo.
75Con lui vedrai colui che ’mpresso fue,
76nascendo, sì da questa stella forte,
77che notabili fier l’opere sue.
78Non se ne son le genti ancora accorte
79per la novella età, ché pur nove anni
80son queste rote intorno di lui torte;
81ma pria che ’l Guasco l’alto Arrigo inganni,
82parran faville de la sua virtute
83in non curar d’argento né d’affanni.
84Le sue magnificenze conosciute
85saranno ancora, sì che ’ suoi nemici
86non ne potran tener le lingue mute.
87A lui t’aspetta e a’ suoi benefici;
88per lui fia trasmutata molta gente,
89cambiando condizion ricchi e mendici;
90e portera’ne scritto ne la mente
91di lui, e nol dirai»; e disse cose
92incredibili a quei che fier presente.
93Poi giunse: «Figlio, queste son le chiose
94di quel che ti fu detto; ecco le ’nsidie
95che dietro a pochi giri son nascose.
96Non vo’ però ch’a’ tuoi vicini invidie,
97poscia che s’infutura la tua vita
98vie più là che ’l punir di lor perfidie».
99Poi che, tacendo, si mostrò spedita
100l’anima santa di metter la trama
101in quella tela ch’io le porsi ordita,
102io cominciai, come colui che brama,
103dubitando, consiglio da persona
104che vede e vuol dirittamente e ama:
105«Ben veggio, padre mio, sì come sprona
106lo tempo verso me, per colpo darmi
107tal, ch’è più grave a chi più s’abbandona;
108per che di provedenza è buon ch’io m’armi,
109sì che, se loco m’è tolto più caro,
110io non perdessi li altri per miei carmi.
111Giù per lo mondo sanza fine amaro,
112e per lo monte del cui bel cacume
113li occhi de la mia donna mi levaro,
114e poscia per lo ciel, di lume in lume,
115ho io appreso quel che s’io ridico,
116a molti fia sapor di forte agrume;
117e s’io al vero son timido amico,
118temo di perder viver tra coloro
119che questo tempo chiameranno antico».
120La luce in che rideva il mio tesoro
121ch’io trovai lì, si fé prima corusca,
122quale a raggio di sole specchio d’oro;
123indi rispuose: «Coscïenza fusca
124o de la propria o de l’altrui vergogna
125pur sentirà la tua parola brusca.
126Ma nondimen, rimossa ogne menzogna,
127tutta tua visïon fa manifesta;
128e lascia pur grattar dov’ è la rogna.
129Ché se la voce tua sarà molesta
130nel primo gusto, vital nodrimento
131lascerà poi, quando sarà digesta.
132Questo tuo grido farà come vento,
133che le più alte cime più percuote;
134e ciò non fa d’onor poco argomento.
135Però ti son mostrate in queste rote,
136nel monte e ne la valle dolorosa
137pur l’anime che son di fama note,
138che l’animo di quel ch’ode, non posa
139né ferma fede per essempro ch’aia
140la sua radice incognita e ascosa,
141né per altro argomento che non paia».
142https://divinacommediaonline.it/zh/tiantang/canto-17