诗歌导读
我们身在何处
两位朝圣者身处炼狱的第四层,那里惩罚的是懈怠之罪。月亮近乎夜半,照亮了山崖,而当维吉尔的讲解走向尾声时,但丁开始感到困倦。这正是关于爱的教义结束、一队奔跑的忏悔者从背后赶上他们的时刻。
我们遇见谁
维吉尔结束关于爱的论述,区分了正当的爱与错误的爱,并阐明自由意志是道德功过的门槛,其余部分则留待贝雅特丽齐解释。在奔跑的忏悔者中,一位自称是巴巴罗萨治下维罗纳圣泽诺修道院的院长,他谴责那个已被安置于其位、却配不上真正牧人的儿子。队伍末尾传来两个声音,举出热心之例,与冷漠者的迟缓形成对照。
期待什么
经过这次相遇,但丁将明白:即便冲动来自外部,道德责任也并不会因此抹消,因为人依然保有接纳或拒绝的能力。困倦袭来,双眼合上,全歌以一个梦境收束:心灵摆脱了清醒的束缚,开始预备苏醒后将发生的事——那时攀登将再度朝第五层继续。
Posto avea fine al suo ragionamento
1l’alto dottore, e attento guardava
2ne la mia vista s’io parea contento;
3e io, cui nova sete ancor frugava,
4di fuor tacea, e dentro dicea: ‘Forse
5lo troppo dimandar ch’io fo li grava’.
6Ma quel padre verace, che s’accorse
7del timido voler che non s’apriva,
8parlando, di parlare ardir mi porse.
9Ond’ io: «Maestro, il mio veder s’avviva
10sì nel tuo lume, ch’io discerno chiaro
11quanto la tua ragion parta o descriva.
12Però ti prego, dolce padre caro,
13che mi dimostri amore, a cui reduci
14ogne buono operare e ’l suo contraro».
15«Drizza», disse, «ver’ me l’agute luci
16de lo ’ntelletto, e fieti manifesto
17l’error de’ ciechi che si fanno duci.
18L’animo, ch’è creato ad amar presto,
19ad ogne cosa è mobile che piace,
20tosto che dal piacere in atto è desto.
21Vostra apprensiva da esser verace
22tragge intenzione, e dentro a voi la spiega,
23sì che l’animo ad essa volger face;
24e se, rivolto, inver’ di lei si piega,
25quel piegare è amor, quell’ è natura
26che per piacer di novo in voi si lega.
27Poi, come ’l foco movesi in altura
28per la sua forma ch’è nata a salire
29là dove più in sua matera dura,
30così l’animo preso entra in disire,
31ch’è moto spiritale, e mai non posa
32fin che la cosa amata il fa gioire.
33Or ti puote apparer quant’ è nascosa
34la veritate a la gente ch’avvera
35ciascun amore in sé laudabil cosa;
36però che forse appar la sua matera
37sempre esser buona, ma non ciascun segno
38è buono, ancor che buona sia la cera».
39«Le tue parole e ’l mio seguace ingegno»,
40rispuos’ io lui, «m’hanno amor discoverto,
41ma ciò m’ha fatto di dubbiar più pregno;
42ché, s’amore è di fuori a noi offerto
43e l’anima non va con altro piede,
44se dritta o torta va, non è suo merto».
45Ed elli a me: «Quanto ragion qui vede,
46dir ti poss’ io; da indi in là t’aspetta
47pur a Beatrice, ch’è opra di fede.
48Ogne forma sustanzïal, che setta
49è da matera ed è con lei unita,
50specifica vertute ha in sé colletta,
51la qual sanza operar non è sentita,
52né si dimostra mai che per effetto,
53come per verdi fronde in pianta vita.
54Però, là onde vegna lo ’ntelletto
55de le prime notizie, omo non sape,
56e de’ primi appetibili l’affetto,
57che sono in voi sì come studio in ape
58di far lo mele; e questa prima voglia
59merto di lode o di biasmo non cape.
60Or perché a questa ogn’ altra si raccoglia,
61innata v’è la virtù che consiglia,
62e de l’assenso de’ tener la soglia.
63Quest’ è ’l principio là onde si piglia
64ragion di meritare in voi, secondo
65che buoni e rei amori accoglie e viglia.
66Color che ragionando andaro al fondo,
67s’accorser d’esta innata libertate;
68però moralità lasciaro al mondo.
69Onde, poniam che di necessitate
70surga ogne amor che dentro a voi s’accende,
71di ritenerlo è in voi la podestate.
72La nobile virtù Beatrice intende
73per lo libero arbitrio, e però guarda
74che l’abbi a mente, s’a parlar ten prende».
75La luna, quasi a mezza notte tarda,
76facea le stelle a noi parer più rade,
77fatta com’ un secchion che tuttor arda;
78e correa contro ’l ciel per quelle strade
79che ’l sole infiamma allor che quel da Roma
80tra ’ Sardi e ’ Corsi il vede quando cade.
81E quell’ ombra gentil per cui si noma
82Pietola più che villa mantoana,
83del mio carcar diposta avea la soma;
84per ch’io, che la ragione aperta e piana
85sovra le mie quistioni avea ricolta,
86stava com’ om che sonnolento vana.
87Ma questa sonnolenza mi fu tolta
88subitamente da gente che dopo
89le nostre spalle a noi era già volta.
90E quale Ismeno già vide e Asopo
91lungo di sè di notte furia e calca,
92pur che i Teban di Bacco avesser uopo,
93cotal per quel giron suo passo falca,
94per quel ch’io vidi di color, venendo,
95cui buon volere e giusto amor cavalca.
96Tosto fur sovr’ a noi, perché correndo
97si movea tutta quella turba magna;
98e due dinanzi gridavan piangendo:
99«Maria corse con fretta a la montagna;
100e Cesare, per soggiogare Ilerda,
101punse Marsilia e poi corse in Ispagna».
102«Ratto, ratto, che ’l tempo non si perda
103per poco amor», gridavan li altri appresso,
104«che studio di ben far grazia rinverda».
105«O gente in cui fervore aguto adesso
106ricompie forse negligenza e indugio
107da voi per tepidezza in ben far messo,
108questi che vive, e certo i’ non vi bugio,
109vuole andar sù, pur che ’l sol ne riluca;
110però ne dite ond’ è presso il pertugio».
111Parole furon queste del mio duca;
112e un di quelli spirti disse: «Vieni
113di retro a noi, e troverai la buca.
114Noi siam di voglia a muoverci sì pieni,
115che restar non potem; però perdona,
116se villania nostra giustizia tieni.
117Io fui abate in San Zeno a Verona
118sotto lo ’mperio del buon Barbarossa,
119di cui dolente ancor Milan ragiona.
120E tale ha già l’un piè dentro la fossa,
121che tosto piangerà quel monastero,
122e tristo fia d’avere avuta possa;
123perché suo figlio, mal del corpo intero,
124e de la mente peggio, e che mal nacque,
125ha posto in loco di suo pastor vero».
126Io non so se più disse o s’ei si tacque,
127tant’ era già di là da noi trascorso;
128ma questo intesi, e ritener mi piacque.
129E quei che m’era ad ogne uopo soccorso
130disse: «Volgiti qua: vedine due
131venir dando a l’accidïa di morso».
132Di retro a tutti dicean: «Prima fue
133morta la gente a cui il mar s’aperse,
134che vedesse Iordan le rede sue.
135E quella che l’affanno non sofferse
136fino a la fine col figlio d’Anchise,
137sé stessa a vita sanza gloria offerse».
138Poi quando fuor da noi tanto divise
139quell’ ombre, che veder più non potiersi,
140novo pensiero dentro a me si mise,
141del qual più altri nacquero e diversi;
142e tanto d’uno in altro vaneggiai,
143che li occhi per vaghezza ricopersi,
144e ’l pensamento in sogno trasmutai.
145https://divinacommediaonline.it/zh/lianyu/canto-18