诗歌导读 我们身在何处 Dante lascia la nona bolgia e scende lungo il ponte fino all'ultima cava di Malebolge, dove la scena cambia di colpo: lamenti e un puzzo di carni marcite sostituiscono lo spettacolo della carne squarciata appena visto. Sul fondo giacciono figure coperte di lebbra, in pose diverse, che si grattano senza tregua con le unghie. Virgilio sollecita Dante a riprendere il cammino e a non perdere tempo a osservare i dannati e a non contarli, ricordandogli che la valle misura ventidue miglia di perimetro.
我们遇见谁 Appaiono due alchimisti, Griffolino d'Arezzo e Capocchio da Siena. Griffolino racconta di essere stato bruciato vivo da Albero da Siena, cui aveva promesso per gioco di insegnargli a volare, e spiega che nell'ultima bolgia fu dannato per l'alchimia. Capocchio, che si definisce una scimia della natura, ricorda con un sorriso amaro la brigata senese degli scialacquatori, tra cui Stricca, Niccolò e Caccia d'Asciano. Poco prima, senza scambio di parole, era apparsa l'ombra di Geri del Bello, parente di Dante, che il poeta non aveva potuto salutare.
期待什么 L'incontro apre lo spazio dei falsatori di persona, che richiederanno a Dante un coinvolgimento ben più diretto e sgradevole. Il riferimento a Geri del Bello e alla morte senza vendetta riaffiora come motivo destinato a tornare. La tappa successiva è un'altra prova morale prima del pozzo dei giganti.
La molta gente e le diverse piaghe
1 avean le luci mie sì inebrïate,
2 che de lo stare a piangere eran vaghe.
3 Ma Virgilio mi disse: «Che pur guate?
4 perché la vista tua pur si soffolge
5 là giù tra l’ombre triste smozzicate?
6 Tu non hai fatto sì a l’altre bolge;
7 pensa, se tu annoverar le credi,
8 che miglia ventidue la valle volge.
9 E già la luna è sotto i nostri piedi;
10 lo tempo è poco omai che n’è concesso,
11 e altro è da veder che tu non vedi».
12 «Se tu avessi», rispuos’ io appresso,
13 «atteso a la cagion per ch’io guardava,
14 forse m’avresti ancor lo star dimesso».
15 Parte sen giva, e io retro li andava,
16 lo duca, già faccendo la risposta,
17 e soggiugnendo: «Dentro a quella cava
18 dov’ io tenea or li occhi sì a posta,
19 credo ch’un spirto del mio sangue pianga
20 la colpa che là giù cotanto costa».
21 向导已经动身离开,我跟在他身后,一边给他回话,一边补充道:「在我刚才目不转睛盯着的那道坑里,我想有一个和我同血统的灵魂,正在为那在下面付出如此代价的罪过而哭泣。」 · 第 16-21 行
Allor disse ’l maestro: «Non si franga
22 lo tuo pensier da qui innanzi sovr’ ello.
23 Attendi ad altro, ed ei là si rimanga;
24 ch’io vidi lui a piè del ponticello
25 mostrarti e minacciar forte col dito,
26 e udi’ ’l nominar Geri del Bello.
27 于是老师说:「从现在起,别再为他扰乱你的心思了。想着别的事吧,就让他留在那里;因为我看见他在小桥脚边用手指重重地指着你、威吓你,而且我听到他们喊他的名字——盖里·德尔·贝洛。」 · 第 22-27 行
Tu eri allor sì del tutto impedito
28 sovra colui che già tenne Altaforte,
29 che non guardasti in là, sì fu partito».
30 «O duca mio, la vïolenta morte
31 che non li è vendicata ancor», diss’ io,
32 «per alcun che de l’onta sia consorte,
33 fece lui disdegnoso; ond’ el sen gio
34 sanza parlarmi, sì com’ ïo estimo:
35 e in ciò m’ha el fatto a sé più pio».
36 「我的向导啊,」我说,「那至今还没有任何一个分担这份耻辱的人替他报的横死,使他满怀愤慨;据我猜想,正因如此他才没有同我说话就离开了:而这反倒使他更值得我怜悯。」 · 第 31-36 行
Così parlammo infino al loco primo
37 che de lo scoglio l’altra valle mostra,
38 se più lume vi fosse, tutto ad imo.
39 Quando noi fummo sor l’ultima chiostra
40 di Malebolge, sì che i suoi conversi
41 potean parere a la veduta nostra,
42 lamenti saettaron me diversi,
43 che di pietà ferrati avean li strali;
44 ond’ io li orecchi con le man copersi.
45 Qual dolor fora, se de li spedali
46 di Valdichiana tra ’l luglio e ’l settembre
47 e di Maremma e di Sardigna i mali
48 fossero in una fossa tutti ’nsembre,
49 tal era quivi, e tal puzzo n’usciva
50 qual suol venir de le marcite membre.
51 Noi discendemmo in su l’ultima riva
52 del lungo scoglio, pur da man sinistra;
53 e allor fu la mia vista più viva
54 giù ver’ lo fondo, la ’ve la ministra
55 de l’alto Sire infallibil giustizia
56 punisce i falsador che qui registra.
57 Non credo ch’a veder maggior tristizia
58 fosse in Egina il popol tutto infermo,
59 quando fu l’aere sì pien di malizia,
60 che li animali, infino al picciol vermo,
61 cascaron tutti, e poi le genti antiche,
62 secondo che i poeti hanno per fermo,
63 si ristorar di seme di formiche;
64 ch’era a veder per quella oscura valle
65 languir li spirti per diverse biche.
66 我不相信埃伊纳岛上所有百姓染病时,曾出现过比这更大的惨状——那时瘟气弥漫,连最小的虫豸也都全部倒毙;随后古人,如诗人们确凿传述的那样,又借蚂蚁的种子重新繁衍;因为在那幽暗的谷中,景象正是各处的灵魂以各种姿态成堆地瘫倒呻吟。 · 第 58-66 行
Qual sovra ’l ventre e qual sovra le spalle
67 l’un de l’altro giacea, e qual carpone
68 si trasmutava per lo tristo calle.
69 Passo passo andavam sanza sermone,
70 guardando e ascoltando li ammalati,
71 che non potean levar le lor persone.
72 有的趴伏在另一个的肚子上,有的压在彼此的肩头,还有的四肢着地,沿着那条悲惨的小径缓缓挪动。我们一步一步地默默前行,看着、听着那些病人,他们连坐起身来都做不到。 · 第 67-72 行
Io vidi due sedere a sé poggiati,
73 com’ a scaldar si poggia tegghia a tegghia,
74 dal capo al piè di schianze macolati;
75 e non vidi già mai menare stregghia
76 a ragazzo aspettato dal segnorso,
77 né a colui che mal volontier vegghia,
78 come ciascun menava spesso il morso
79 de l’unghie sopra sé per la gran rabbia
80 del pizzicor, che non ha più soccorso;
81 我看见两个人互相倚靠地坐着,就像烘烤时把一只浅锅贴着另一只浅锅那样,从头到脚满是斑驳的疮疤;我从未见过哪位东家盼着小厮回来,或是值夜不得安眠的人,会像他们那样,因为那无药可救的剧痒,而频频用指甲狠狠撕咬自己。 · 第 73-81 行
e sì traevan giù l’unghie la scabbia,
82 come coltel di scardova le scaglie
83 o d’altro pesce che più larghe l’abbia.
84 «O tu che con le dita ti dismaglie»,
85 cominciò ’l duca mio a l’un di loro,
86 «e che fai d’esse talvolta tanaglie,
87 dinne s’alcun Latino è tra costoro
88 che son quinc’ entro, se l’unghia ti basti
89 etternalmente a cotesto lavoro».
90 「你呀,正用手指把自己撕扯,」我的向导开口对其中一个人说,「有时还把指甲当成钳子来使——告诉我,这里头是否有意大利人,只要你的指甲能支撑你做这永恒的苦差事。」 · 第 85-90 行
«Latin siam noi, che tu vedi sì guasti
91 qui ambedue», rispuose l’un piangendo;
92 «ma tu chi se’ che di noi dimandasti?».
93 「我们两个是意大利人,正如你所见,已经这般狼狈,」其中一个哭着回答;「可你又是谁,竟来盘问我们?」 · 第 91-93 行
E ’l duca disse: «I’ son un che discendo
94 con questo vivo giù di balzo in balzo,
95 e di mostrar lo ’nferno a lui intendo».
96 Allor si ruppe lo comun rincalzo;
97 e tremando ciascuno a me si volse
98 con altri che l’udiron di rimbalzo.
99 Lo buon maestro a me tutto s’accolse,
100 dicendo: «Dì a lor ciò che tu vuoli»;
101 e io incominciai, poscia ch’ei volse:
102 于是两人之间那共同的倚靠便散了;每个听到这番话的,连同邻近的灵魂,都颤栗着转向我这边。善良的导师向我整个人靠近,说道:「你想对他们说什么就说吧」;我见他转过身,便开口了。 · 第 97-102 行
«Se la vostra memoria non s’imboli
103 nel primo mondo da l’umane menti,
104 ma s’ella viva sotto molti soli,
105 ditemi chi voi siete e di che genti;
106 la vostra sconcia e fastidiosa pena
107 di palesarvi a me non vi spaventi».
108 「若是你们的记忆不会在世人心中被抹去,反而能在多年以后依然留存,那么请告诉我,你们是谁,属于哪一族;那丑恶而令人作呕的刑罚,不应阻止你们向我表明身份。」 · 第 103-108 行
«Io fui d’Arezzo, e Albero da Siena»,
109 rispuose l’un, «mi fé mettere al foco;
110 ma quel per ch’io mori’ qui non mi mena.
111 Vero è ch’i’ dissi lui, parlando a gioco:
112 “I’ mi saprei levar per l’aere a volo”;
113 e quei, ch’avea vaghezza e senno poco,
114 volle ch’i’ li mostrassi l’arte; e solo
115 perch’ io nol feci Dedalo, mi fece
116 ardere a tal che l’avea per figliuolo.
117 「我是阿雷佐人,」其中一个答道,「是锡耶纳的阿尔贝罗把我送上了火刑柱;但让我致死的真正原因并没有把我送到这里。说来也确有其事:我曾和他开玩笑说:'我能让自己的身体腾空飞翔';他呢,头脑简单却又好奇心重,非要我把这门技艺演示给他看;正因为我没能像代达罗斯那样教他,他就让一个把他当作儿子的人把我活活烧死。」 · 第 109-117 行
Ma ne l’ultima bolgia de le diece
118 me per l’alchìmia che nel mondo usai
119 dannò Minòs, a cui fallar non lece».
120 E io dissi al poeta: «Or fu già mai
121 gente sì vana come la sanese?
122 Certo non la francesca sì d’assai!».
123 Onde l’altro lebbroso, che m’intese,
124 rispuose al detto mio: «Tra’mene Stricca
125 che seppe far le temperate spese,
126 e Niccolò che la costuma ricca
127 del garofano prima discoverse
128 ne l’orto dove tal seme s’appicca;
129 e tra’ne la brigata in che disperse
130 Caccia d’Ascian la vigna e la gran fonda,
131 e l’Abbagliato suo senno proferse.
132 那另一个麻风病人听见了我的话,便接着答道:「把斯特里卡也算进去吧,他深谙量入为出之道;再算上尼科洛,他最先在那片盛产丁香的园圃里,掀起了奢华的丁香风潮;还有那伙同党,其中卡恰·达夏诺挥霍掉了葡萄园和大笔家财,那位'迷了眼'的也献出了自己的'智慧'。不过,为了让你知道是谁在帮你对付锡耶纳人,你把目光对准我,好让我这张脸清楚地回应你。」 · 第 124-132 行
Ma perché sappi chi sì ti seconda
133 contra i Sanesi, aguzza ver’ me l’occhio,
134 sì che la faccia mia ben ti risponda:
135 sì vedrai ch’io son l’ombra di Capocchio,
136 che falsai li metalli con l’alchìmia;
137 e te dee ricordar, se ben t’adocchio,
138 com’ io fui di natura buona scimia».
139 https://divinacommediaonline.it/zh/diyu/canto-29