诗歌导读
我们身在何处
但丁仍留在月天,贝阿特丽切在此回答一个新的问题:能否以其他善功来弥补未能履行的誓愿。问题的核心在于神学与道德:上帝所悦纳的是人立约时那份自由,而教会仅能在祭品的“质料”上施予通融,对契约本身则不可通融。月天即将走尽,离别的时刻已经临近。
我们遇见谁
贝阿特丽切以神学家与向导的身份主宰整个场景,发言时带有如先知受感而语般的威权。为使其教诲更具分量,她援引了两位古代人物:耶弗他,为坚守诺言而献出亲生女儿;希腊联军的大统帅阿伽门农,则选择将伊菲革涅亚献祭,最终自食其痛。水星天上的新灵魂们暂时只闻其声:一位灵魂主动上前开口,却将身世的讲述留至下一歌。
期待什么
讲完关于誓愿的道理,贝阿特丽切转身望向天空中最明亮之处,旅程再度启程:但丁在一瞬之间抵达水星天。迎接他的是一群光芒四射的灵魂,他们高呼“看哪,他将要增添我们的爱”,足见他的到来早已被期待。与一位灵魂的近距离相遇迫在眉睫,但对其身份的回答则悬留至下一歌。
«S’io ti fiammeggio nel caldo d’amore
1di là dal modo che ’n terra si vede,
2sì che del viso tuo vinco il valore,
3non ti maravigliar, ché ciò procede
4da perfetto veder, che, come apprende,
5così nel bene appreso move il piede.
6Io veggio ben sì come già resplende
7ne l’intelletto tuo l’etterna luce,
8che, vista, sola e sempre amore accende;
9e s’altra cosa vostro amor seduce,
10non è se non di quella alcun vestigio,
11mal conosciuto, che quivi traluce.
12Tu vuo’ saper se con altro servigio,
13per manco voto, si può render tanto
14che l’anima sicuri di letigio».
15Sì cominciò Beatrice questo canto;
16e sì com’ uom che suo parlar non spezza,
17continüò così ’l processo santo:
18«Lo maggior don che Dio per sua larghezza
19fesse creando, e a la sua bontate
20più conformato, e quel ch’e’ più apprezza,
21fu de la volontà la libertate;
22di che le creature intelligenti,
23e tutte e sole, fuoro e son dotate.
24Or ti parrà, se tu quinci argomenti,
25l’alto valor del voto, s’è sì fatto
26che Dio consenta quando tu consenti;
27ché, nel fermar tra Dio e l’omo il patto,
28vittima fassi di questo tesoro,
29tal quale io dico; e fassi col suo atto.
30Dunque che render puossi per ristoro?
31Se credi bene usar quel c’hai offerto,
32di maltolletto vuo’ far buon lavoro.
33Tu se’ omai del maggior punto certo;
34ma perché Santa Chiesa in ciò dispensa,
35che par contra lo ver ch’i’ t’ho scoverto,
36convienti ancor sedere un poco a mensa,
37però che ’l cibo rigido c’hai preso,
38richiede ancora aiuto a tua dispensa.
39Apri la mente a quel ch’io ti paleso
40e fermalvi entro; ché non fa scïenza,
41sanza lo ritenere, avere inteso.
42Due cose si convegnono a l’essenza
43di questo sacrificio: l’una è quella
44di che si fa; l’altr’ è la convenenza.
45Quest’ ultima già mai non si cancella
46se non servata; e intorno di lei
47sì preciso di sopra si favella:
48però necessitato fu a li Ebrei
49pur l’offerere, ancor ch’alcuna offerta
50sì permutasse, come saver dei.
51L’altra, che per materia t’è aperta,
52puote ben esser tal, che non si falla
53se con altra materia si converta.
54Ma non trasmuti carco a la sua spalla
55per suo arbitrio alcun, sanza la volta
56e de la chiave bianca e de la gialla;
57e ogne permutanza credi stolta,
58se la cosa dimessa in la sorpresa
59come ’l quattro nel sei non è raccolta.
60Però qualunque cosa tanto pesa
61per suo valor che tragga ogne bilancia,
62sodisfar non si può con altra spesa.
63Non prendan li mortali il voto a ciancia;
64siate fedeli, e a ciò far non bieci,
65come Ieptè a la sua prima mancia;
66cui più si convenia dicer ‘Mal feci’,
67che, servando, far peggio; e così stolto
68ritrovar puoi il gran duca de’ Greci,
69onde pianse Efigènia il suo bel volto,
70e fé pianger di sé i folli e i savi
71ch’udir parlar di così fatto cólto.
72Siate, Cristiani, a muovervi più gravi:
73non siate come penna ad ogne vento,
74e non crediate ch’ogne acqua vi lavi.
75Avete il novo e ’l vecchio Testamento,
76e ’l pastor de la Chiesa che vi guida;
77questo vi basti a vostro salvamento.
78Se mala cupidigia altro vi grida,
79uomini siate, e non pecore matte,
80sì che ’l Giudeo di voi tra voi non rida!
81Non fate com’ agnel che lascia il latte
82de la sua madre, e semplice e lascivo
83seco medesmo a suo piacer combatte!».
84Così Beatrice a me com’ ïo scrivo;
85poi si rivolse tutta disïante
86a quella parte ove ’l mondo è più vivo.
87Lo suo tacere e ’l trasmutar sembiante
88puoser silenzio al mio cupido ingegno,
89che già nuove questioni avea davante;
90e sì come saetta che nel segno
91percuote pria che sia la corda queta,
92così corremmo nel secondo regno.
93Quivi la donna mia vid’ io sì lieta,
94come nel lume di quel ciel si mise,
95che più lucente se ne fé ’l pianeta.
96E se la stella si cambiò e rise,
97qual mi fec’ io che pur da mia natura
98trasmutabile son per tutte guise!
99Come ’n peschiera ch’è tranquilla e pura
100traggonsi i pesci a ciò che vien di fori
101per modo che lo stimin lor pastura,
102sì vid’ io ben più di mille splendori
103trarsi ver’ noi, e in ciascun s’udia:
104«Ecco chi crescerà li nostri amori».
105E sì come ciascuno a noi venìa,
106vedeasi l’ombra piena di letizia
107nel folgór chiaro che di lei uscia.
108Pensa, lettor, se quel che qui s’inizia
109non procedesse, come tu avresti
110di più savere angosciosa carizia;
111e per te vederai come da questi
112m’era in disio d’udir lor condizioni,
113sì come a li occhi mi fur manifesti.
114«O bene nato a cui veder li troni
115del trïunfo etternal concede grazia
116prima che la milizia s’abbandoni,
117del lume che per tutto il ciel si spazia
118noi semo accesi; e però, se disii
119di noi chiarirti, a tuo piacer ti sazia».
120Così da un di quelli spirti pii
121detto mi fu; e da Beatrice: «Dì, dì
122sicuramente, e credi come a dii».
123«Io veggio ben sì come tu t’annidi
124nel proprio lume, e che de li occhi il traggi,
125perch’ e’ corusca sì come tu ridi;
126ma non so chi tu se’, né perché aggi,
127anima degna, il grado de la spera
128che si vela a’ mortai con altrui raggi».
129Questo diss’ io diritto a la lumera
130che pria m’avea parlato; ond’ ella fessi
131lucente più assai di quel ch’ell’ era.
132Sì come il sol che si cela elli stessi
133per troppa luce, come ’l caldo ha róse
134le temperanze d’i vapori spessi,
135per più letizia sì mi si nascose
136dentro al suo raggio la figura santa;
137e così chiusa chiusa mi rispuose
138nel modo che ’l seguente canto canta.
139https://divinacommediaonline.it/zh/tiantang/canto-5