Reale

Tebe

Tebe è la città greca ricordata nella Commedia come sede dell'assalto dei sette re (in particolare Capaneo), come scenario della sua distruzione e termine di paragone con altre vicende mitiche.

Descrizione

Tebe è ricordata da Dante in quattro passi della Commedia, che la collegano principalmente al ciclo dei sette re che la assalirono e alla figura di Capaneo. In Inferno XIV il nome della città appare nella perifrasi usata per indicare l'assalto dei sette re, di cui Capaneo fu uno degli assalitori più protervi, fulminato da Giove mentre bestemmiava ritto sulle mura della città. In Inferno XXV il ricordo di Tebe si lega invece alla caduta dall'alto delle mura, evocata come termine di paragone per la pena di un dannato. In Inferno XXX Tebe è menzionata accanto alle furie troiane, mentre in Purgatorio XXI è il poeta Stazio che ricorda di aver cantato le vicende tebane prima di quelle del grande Achille.

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7 versi