诗歌导读
我们身在何处
但丁身处天堂的第二层天,即金星天。众灵魂唱完歌,瞬间消失。但丁想与贝阿特丽切说话,但敬畏之情使他缄默。贝阿特丽切察觉到他的疑惑,并明白说出,将这极短暂的停留化作一堂神学课。
我们遇见谁
贝阿特丽切发言、论辩、解释、论证:她成为本歌的引路人。维吉尔沉默不语。但丁的问题涉及神圣的公正报复、十字架之因、元素的朽坏以及肉身的复活。
期待什么
在解释完救赎之后,贝阿特丽切开启一个新的疑问:世间万物看似都会朽坏,却源自上帝。解答为下一歌所论述的肉身复活铺设道路。同时,但丁须面对那些超出其理解力的论证。
«Osanna, sanctus Deus sabaòth,
1superillustrans claritate tua
2felices ignes horum malacòth!».
3Così, volgendosi a la nota sua,
4fu viso a me cantare essa sustanza,
5sopra la qual doppio lume s’addua;
6ed essa e l’altre mossero a sua danza,
7e quasi velocissime faville
8mi si velar di sùbita distanza.
9Io dubitava e dicea ‘Dille, dille!’
10fra me, ‘dille’ dicea, ‘a la mia donna
11che mi diseta con le dolci stille’.
12Ma quella reverenza che s’indonna
13di tutto me, pur per Be e per ice,
14mi richinava come l’uom ch’assonna.
15Poco sofferse me cotal Beatrice
16e cominciò, raggiandomi d’un riso
17tal, che nel foco faria l’uom felice:
18«Secondo mio infallibile avviso,
19come giusta vendetta giustamente
20punita fosse, t’ha in pensier miso;
21ma io ti solverò tosto la mente;
22e tu ascolta, ché le mie parole
23di gran sentenza ti faran presente.
24Per non soffrire a la virtù che vole
25freno a suo prode, quell’ uom che non nacque,
26dannando sé, dannò tutta sua prole;
27onde l’umana specie inferma giacque
28giù per secoli molti in grande errore,
29fin ch’al Verbo di Dio discender piacque
30u’ la natura, che dal suo fattore
31s’era allungata, unì a sé in persona
32con l’atto sol del suo etterno amore.
33Or drizza il viso a quel ch’or si ragiona:
34questa natura al suo fattore unita,
35qual fu creata, fu sincera e buona;
36ma per sé stessa pur fu ella sbandita
37di paradiso, però che si torse
38da via di verità e da sua vita.
39La pena dunque che la croce porse
40s’a la natura assunta si misura,
41nulla già mai sì giustamente morse;
42e così nulla fu di tanta ingiura,
43guardando a la persona che sofferse,
44in che era contratta tal natura.
45Però d’un atto uscir cose diverse:
46ch’a Dio e a’ Giudei piacque una morte;
47per lei tremò la terra e ’l ciel s’aperse.
48Non ti dee oramai parer più forte,
49quando si dice che giusta vendetta
50poscia vengiata fu da giusta corte.
51Ma io veggi’ or la tua mente ristretta
52di pensiero in pensier dentro ad un nodo,
53del qual con gran disio solver s’aspetta.
54Tu dici: “Ben discerno ciò ch’i’ odo;
55ma perché Dio volesse, m’è occulto,
56a nostra redenzion pur questo modo”.
57Questo decreto, frate, sta sepulto
58a li occhi di ciascuno il cui ingegno
59ne la fiamma d’amor non è adulto.
60Veramente, però ch’a questo segno
61molto si mira e poco si discerne,
62dirò perché tal modo fu più degno.
63La divina bontà, che da sé sperne
64ogne livore, ardendo in sé, sfavilla
65sì che dispiega le bellezze etterne.
66Ciò che da lei sanza mezzo distilla
67non ha poi fine, perché non si move
68la sua imprenta quand’ ella sigilla.
69Ciò che da essa sanza mezzo piove
70libero è tutto, perché non soggiace
71a la virtute de le cose nove.
72Più l’è conforme, e però più le piace;
73ché l’ardor santo ch’ogne cosa raggia,
74ne la più somigliante è più vivace.
75Di tutte queste dote s’avvantaggia
76l’umana creatura, e s’una manca,
77di sua nobilità convien che caggia.
78Solo il peccato è quel che la disfranca
79e falla dissimìle al sommo bene,
80per che del lume suo poco s’imbianca;
81e in sua dignità mai non rivene,
82se non rïempie, dove colpa vòta,
83contra mal dilettar con giuste pene.
84Vostra natura, quando peccò tota
85nel seme suo, da queste dignitadi,
86come di paradiso, fu remota;
87né ricovrar potiensi, se tu badi
88ben sottilmente, per alcuna via,
89sanza passar per un di questi guadi:
90o che Dio solo per sua cortesia
91dimesso avesse, o che l’uom per sé isso
92avesse sodisfatto a sua follia.
93Ficca mo l’occhio per entro l’abisso
94de l’etterno consiglio, quanto puoi
95al mio parlar distrettamente fisso.
96Non potea l’uomo ne’ termini suoi
97mai sodisfar, per non potere ir giuso
98con umiltate obedïendo poi,
99quanto disobediendo intese ir suso;
100e questa è la cagion per che l’uom fue
101da poter sodisfar per sé dischiuso.
102Dunque a Dio convenia con le vie sue
103riparar l’omo a sua intera vita,
104dico con l’una, o ver con amendue.
105Ma perché l’ovra tanto è più gradita
106da l’operante, quanto più appresenta
107de la bontà del core ond’ ell’ è uscita,
108la divina bontà che ’l mondo imprenta,
109di proceder per tutte le sue vie,
110a rilevarvi suso, fu contenta.
111Né tra l’ultima notte e ’l primo die
112sì alto o sì magnifico processo,
113o per l’una o per l’altra, fu o fie:
114ché più largo fu Dio a dar sé stesso
115per far l’uom sufficiente a rilevarsi,
116che s’elli avesse sol da sé dimesso;
117e tutti li altri modi erano scarsi
118a la giustizia, se ’l Figliuol di Dio
119non fosse umilïato ad incarnarsi.
120Or per empierti bene ogne disio,
121ritorno a dichiararti in alcun loco,
122perché tu veggi lì così com’ io.
123Tu dici: “Io veggio l’acqua, io veggio il foco,
124l’aere e la terra e tutte lor misture
125venire a corruzione, e durar poco;
126e queste cose pur furon creature;
127per che, se ciò ch’è detto è stato vero,
128esser dovrien da corruzion sicure”.
129Li angeli, frate, e ’l paese sincero
130nel qual tu se’, dir si posson creati,
131sì come sono, in loro essere intero;
132ma li alimenti che tu hai nomati
133e quelle cose che di lor si fanno
134da creata virtù sono informati.
135Creata fu la materia ch’elli hanno;
136creata fu la virtù informante
137in queste stelle che ’ntorno a lor vanno.
138L’anima d’ogne bruto e de le piante
139di complession potenzïata tira
140lo raggio e ’l moto de le luci sante;
141ma vostra vita sanza mezzo spira
142la somma beninanza, e la innamora
143di sé sì che poi sempre la disira.
144E quinci puoi argomentare ancora
145vostra resurrezion, se tu ripensi
146come l’umana carne fessi allora
147che li primi parenti intrambo fensi».
148https://divinacommediaonline.it/zh/tiantang/canto-7