诗歌导读
我们身在何处
我们身处帝国天堂,旅程的终点。圣伯尔纳多刚刚结束了他向圣母的祈祷:他恳请圣母赐予但丁承受最后异象的力量,并使他的情感保持坚定。这是最崇高《天堂》的时刻,言语让位于纯粹的默观。
我们遇见谁
圣母马利亚是圣伯尔纳多以著名开篇祷文所吁请的对象,她以嘉许的迹象迎接但丁的目光。圣伯尔纳多引导这最后的过渡,示意但丁向上瞻望。贝雅特丽齐与众圣人一同将自己的双手与伯尔纳多的祷告合在一起。
期待什么
祈祷之后,但丁陷入一种超越其表达能力的神迷。他将在光中看到凝聚于一卷之中的宇宙、三位一体的三个同心圆、以及铭刻于永恒圆环中的人类形象。诗篇以那推动太阳与其他星辰的爱作结,只留下那言语所无法容纳的异象之回响。
«Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
1umile e alta più che creatura,
2termine fisso d’etterno consiglio,
3tu se’ colei che l’umana natura
4nobilitasti sì, che ’l suo fattore
5non disdegnò di farsi sua fattura.
6Nel ventre tuo si raccese l’amore,
7per lo cui caldo ne l’etterna pace
8così è germinato questo fiore.
9Qui se’ a noi meridïana face
10di caritate, e giuso, intra ’ mortali,
11se’ di speranza fontana vivace.
12Donna, se’ tanto grande e tanto vali,
13che qual vuol grazia e a te non ricorre,
14sua disïanza vuol volar sanz’ ali.
15La tua benignità non pur soccorre
16a chi domanda, ma molte fïate
17liberamente al dimandar precorre.
18In te misericordia, in te pietate,
19in te magnificenza, in te s’aduna
20quantunque in creatura è di bontate.
21Or questi, che da l’infima lacuna
22de l’universo infin qui ha vedute
23le vite spiritali ad una ad una,
24supplica a te, per grazia, di virtute
25tanto, che possa con li occhi levarsi
26più alto verso l’ultima salute.
27E io, che mai per mio veder non arsi
28più ch’i’ fo per lo suo, tutti miei prieghi
29ti porgo, e priego che non sieno scarsi,
30perché tu ogne nube li disleghi
31di sua mortalità co’ prieghi tuoi,
32sì che ’l sommo piacer li si dispieghi.
33Ancor ti priego, regina, che puoi
34ciò che tu vuoli, che conservi sani,
35dopo tanto veder, li affetti suoi.
36Vinca tua guardia i movimenti umani:
37vedi Beatrice con quanti beati
38per li miei prieghi ti chiudon le mani!».
39Li occhi da Dio diletti e venerati,
40fissi ne l’orator, ne dimostraro
41quanto i devoti prieghi le son grati;
42indi a l’etterno lume s’addrizzaro,
43nel qual non si dee creder che s’invii
44per creatura l’occhio tanto chiaro.
45E io ch’al fine di tutt’ i disii
46appropinquava, sì com’ io dovea,
47l’ardor del desiderio in me finii.
48Bernardo m’accennava, e sorridea,
49perch’ io guardassi suso; ma io era
50già per me stesso tal qual ei volea:
51ché la mia vista, venendo sincera,
52e più e più intrava per lo raggio
53de l’alta luce che da sé è vera.
54Da quinci innanzi il mio veder fu maggio
55che ’l parlar mostra, ch’a tal vista cede,
56e cede la memoria a tanto oltraggio.
57Qual è colüi che sognando vede,
58che dopo ’l sogno la passione impressa
59rimane, e l’altro a la mente non riede,
60cotal son io, ché quasi tutta cessa
61mia visïone, e ancor mi distilla
62nel core il dolce che nacque da essa.
63Così la neve al sol si disigilla;
64così al vento ne le foglie levi
65si perdea la sentenza di Sibilla.
66O somma luce che tanto ti levi
67da’ concetti mortali, a la mia mente
68ripresta un poco di quel che parevi,
69e fa la lingua mia tanto possente,
70ch’una favilla sol de la tua gloria
71possa lasciare a la futura gente;
72ché, per tornare alquanto a mia memoria
73e per sonare un poco in questi versi,
74più si conceperà di tua vittoria.
75Io credo, per l’acume ch’io soffersi
76del vivo raggio, ch’i’ sarei smarrito,
77se li occhi miei da lui fossero aversi.
78E’ mi ricorda ch’io fui più ardito
79per questo a sostener, tanto ch’i’ giunsi
80l’aspetto mio col valore infinito.
81Oh abbondante grazia ond’ io presunsi
82ficcar lo viso per la luce etterna,
83tanto che la veduta vi consunsi!
84Nel suo profondo vidi che s’interna,
85legato con amore in un volume,
86ciò che per l’universo si squaderna:
87sustanze e accidenti e lor costume
88quasi conflati insieme, per tal modo
89che ciò ch’i’ dico è un semplice lume.
90La forma universal di questo nodo
91credo ch’i’ vidi, perché più di largo,
92dicendo questo, mi sento ch’i’ godo.
93Un punto solo m’è maggior letargo
94che venticinque secoli a la ’mpresa
95che fé Nettuno ammirar l’ombra d’Argo.
96Così la mente mia, tutta sospesa,
97mirava fissa, immobile e attenta,
98e sempre di mirar faceasi accesa.
99A quella luce cotal si diventa,
100che volgersi da lei per altro aspetto
101è impossibil che mai si consenta;
102però che ’l ben, ch’è del volere obietto,
103tutto s’accoglie in lei, e fuor di quella
104è defettivo ciò ch’è lì perfetto.
105Omai sarà più corta mia favella,
106pur a quel ch’io ricordo, che d’un fante
107che bagni ancor la lingua a la mammella.
108Non perché più ch’un semplice sembiante
109fosse nel vivo lume ch’io mirava,
110che tal è sempre qual s’era davante;
111ma per la vista che s’avvalorava
112in me guardando, una sola parvenza,
113mutandom’ io, a me si travagliava.
114Ne la profonda e chiara sussistenza
115de l’alto lume parvermi tre giri
116di tre colori e d’una contenenza;
117e l’un da l’altro come iri da iri
118parea reflesso, e ’l terzo parea foco
119che quinci e quindi igualmente si spiri.
120Oh quanto è corto il dire e come fioco
121al mio concetto! e questo, a quel ch’i’ vidi,
122è tanto, che non basta a dicer ‘poco’.
123O luce etterna che sola in te sidi,
124sola t’intendi, e da te intelletta
125e intendente te ami e arridi!
126Quella circulazion che sì concetta
127pareva in te come lume reflesso,
128da li occhi miei alquanto circunspetta,
129dentro da sé, del suo colore stesso,
130mi parve pinta de la nostra effige:
131per che ’l mio viso in lei tutto era messo.
132Qual è ’l geomètra che tutto s’affige
133per misurar lo cerchio, e non ritrova,
134pensando, quel principio ond’ elli indige,
135tal era io a quella vista nova:
136veder voleva come si convenne
137l’imago al cerchio e come vi s’indova;
138ma non eran da ciò le proprie penne:
139se non che la mia mente fu percossa
140da un fulgore in che sua voglia venne.
141A l’alta fantasia qui mancò possa;
142ma già volgeva il mio disio e ’l velle,
143sì come rota ch’igualmente è mossa,
144l’amor che move il sole e l’altre stelle.
145https://divinacommediaonline.it/zh/tiantang/canto-33