Manfredi e gli scomunicati ai piedi del monte
Guida al canto
I due viaggiatori sono appena giunti ai piedi del Purgatorio, dopo la fuga degli angeli dall'anticamera infernale. La parete rocciosa è talmente ripida che nemmeno tra Lerice e la Turbia si troverebbe un passaggio altrettanto impervio. Il sole cala a occidente e proietta l'ombra di Dante sulla roccia, segno visibile e inatteso per le anime che stanno per incontrare.
Chi incontriamo
Un gruppo di anime avanza lentamente verso i pellegrini, poi si ferma intimorito. Una di loro si fa avanti: è Manfredi di Sicilia, nipote di Costanza imperatrice, sconfitto a Benevento, con un ciglio spaccato e una ferita al petto. Morto scomunicato ma pentito in punto di morte, chiede a Dante di riferire la verità a sua figlia Costanza, madre del re di Sicilia e d'Aragona.
Cosa aspettarsi
L'incontro chiarisce chi siano queste anime e la regola che le trattiene fuori dal Purgatorio: vi resteranno trenta volte il tempo della loro contumacia, salvo riduzioni per le preghiere dei vivi. Il dialogo con Manfredi apre la grande questione della speranza dopo la scomunica e della responsabilità dei pastori, temi che torneranno lungo la montagna.
Testo originalePurgatorio · Canto III
Parafrasi