L'incontro con Forese Donati
Guida al canto
I tre poeti proseguono nella sesta cornice, dove scontano la gola anime ridotte a pelle e ossa. L'albero carico di frutti profumati e l'acqua che scorre poco oltre sono i due strumenti della pena: l'odore accende il desiderio di cibo e di bere, e il ricordo si ripete a ogni giro. Mentre Dante osserva quella scena dolorosa, una delle ombre lo fissa e grida il suo nome.
Chi incontriamo
Forese Donati, fratello di Dante, entra davvero in scena: lo riconosce dalla voce, racconta la pena del girone e spiega di essere salito così in alto grazie alle preghiere della moglie Nella, donna di rara virtù. Stazio, in silenzio, accompagna il gruppo come nel canto precedente.
Cosa aspettarsi
Dopo l'incontro, Forese lancia una profezia amara sulle donne fiorentine, colpevoli di abiti troppo scollacciati, e annuncia per la città un futuro di punizione imminente. Dante intanto avverte la stranezza di una salita che non accenna a fermarsi, mentre indica a Forese Virgilio come guida e lo avverte che più in alto sarà Beatrice a raccoglierlo.
Testo originalePurgatorio · Canto XXIII
Parafrasi