Ugo Capeto e il tremito del monte
Guida al canto
Procediamo lungo il quinto girone, dove gli avari giacciono proni a terra e recitano esempi di povertà e di ricchezza punita. Dante si avvicina per capire chi parla e il dialogo si apre sul ricordo della lupa, immagine della cupidigia, con l'attesa di un liberatore che la scacci. La scena resterà immobile fino a un tremito inatteso della montagna, che annuncia un cambiamento.
Chi incontriamo
Ugo Capeto, capostirpe dei Capetingi, racconta la propria ascesa e le colpe dei suoi discendenti, tra cui il re che umilia Carlo d'Angiò e la profezia di un futuro Carlo senza armi destinato a colpire Firenze. Con lui parlano e ricordano anche le altre anime del girone, che di notte rovesciano in esempi opposti le lodi del giorno: Pigmalione, Mida, Acan, Saffira, Eliòdoro, Polinestore e Crasso.
Cosa aspettarsi
Il lettore si aspetta ora una svolta: il tremito del monte e il canto Gloria in excelsis segnano il passaggio al sesto girone, quello dei golosi. Resta sospesa la domanda sul significato di quel sommovimento e sui nuovi esempi morali che accompagneranno Dante tra le anime distese a terra.
Testo originalePurgatorio · Canto XX
Parafrasi