Marco Lombardo tra fumo e libero arbitrio
Guida al canto
Siamo nella terza cornice del Purgatorio, quella degli iracondi. Un fumo nero e denso avvolge i due viaggiatori e impedisce di vedere: Dante cammina a tentoni, tenendosi alla spalla di Virgilio come un cieco dietro alla sua guida. Il calare della sera acuisisce la sensazione di cecità. Già si sente, in lontananza, il chiarore dell'angelo che annuncia il passaggio al gradino superiore.
Chi incontriamo
Entra in scena Marco Lombardo, la prima anima che parla a Dante in questa cornice. Gli si rivolge subito, incuriosito da un vivo che fende il fumo. Marco è la voce politica del canto: per mestiere conobbe il mondo e ora è lui a spiegare perché il male dilaga, come se la giustizia umana fosse svanita. Virgilio, in ombra, tace e lascia che sia l'anima a rispondere.
Cosa aspettarsi
Dal dialogo con Marco nasce il nodo del canto: se tutto dipende dal cielo, perché il mondo è corrotto? La risposta è netta: il libero arbitrio esiste, ma serve un freno, e quel freno oggi vacilla. Dante esce dal fumo pronto a salire, con una domanda in più sul rapporto tra cielo, leggi e responsabilità umana.
Testo originalePurgatorio · Canto XVI
Parafrasi