La maledizione dell'Arno e il pianto di Romagna
Guida al canto
Dante e Virgilio proseguono sulla seconda cornice del Purgatorio, dove le ombre hanno gli occhi cuciti. Due spiriti, incuriositi dal suo corpo vivo, lo chiamano con gentilezza e gli chiedono chi sia. Il dialogo si apre riconoscendo un fiume toscano senza nominarlo, e da lì parte una lunga invettiva che lega il viaggio oltremondano alla geografia italiana.
Chi incontriamo
Guido del Duca, che si presenta come la voce che pronuncia la maledizione dell'Arno e la sequenza di nomi romagnoli, dal nipote cacciatore di lupi fino al lamento su Bretinoro e le casate estinte. Al suo fianco parla Rinier da Calboli, lodato come pregio della sua casa, che condivide la stessa indignazione per la valle corrotta.
Cosa aspettarsi
Dopo l'incontro il cammino cambia natura: una voce improvvisa grida una frase di Caino e un'altra si presenta come Aglauro, trasformata in sasso per invidia. Virgilio stringe Dante a sé e spiega come la bellezza del cielo funzioni da esca per l'amo del nemico antico, preparando il passaggio al girone successivo.