La cornice degli invidiosi e Sapia
Guida al canto
Dante e Virgilio hanno appena raggiunto la seconda cornice del Purgatorio, dedicata agli invidiosi. Il balzo è stretto, il muro esterno a strapiombo sul vuoto, la parete interna di pietra nera, senza rilievi. Virgilio usa il sole come bussola, poi si odono voci nell'aria, lanciate al volo, che aprono il tema del girone prima ancora di vedere i penitenti.
Chi incontriamo
Virgilio spiega che quel cerchio punisce l'invidia, indica la presenza delle ombre sedute lungo la roccia e incita Dante a parlare per loro. Le anime, coperte di cilicio, si appoggiano l'una all'altra come ciechi ai perdoni e hanno gli occhi cuciti da un filo di ferro. Tra loro si distingue Sapia, senese, che racconta la propria colpa e si commuove per le preghiere del beato Pier Pettinaio.
Cosa aspettarsi
Dopo l'incontro, Sapia chiede a Dante di farsi vivo sulla terra presso i suoi concittadini, e insieme al racconto intreccia una profezia politica sulla spedizione contro Talamone. La domanda che resta aperta è quanto peserà, per i morti, avere ancora qualcuno che cammina nel mondo dei vivi.
Testo originalePurgatorio · Canto XIII
Parafrasi