La lezione sul voto e l'arrivo in Mercurio
Guida al canto
Dante è ancora nella sfera della Luna, dove Beatrice risponde a una domanda nuova: se con altre opere buone si possa compensare un voto mancato. Il cuore della questione è teologico e morale: Dio gradisce la libertà con cui l'uomo stringe il patto, e la Chiesa dispensa solo sulla materia, non sul vincolo. La Luna è ormai al termine e il distacco è imminente.
Chi incontriamo
Beatrice domina la scena come teologa e guida, parlando con la stessa autorevolezza di chi ispira profeti. Per dare peso alla sua lezione evoca due figure dell'antichità: Gedeone, qui ricordato come Iefte, che sacrificò la figlia per mantenere la parola data, e Agamennone, che scelse di immolare Ifigenia e ne fu ripagato con dolore. Le nuove anime di Mercurio restano voci in attesa: una si fa avanti per parlare, ma rinvia il racconto al canto seguente.
Cosa aspettarsi
Dopo la lezione sui voti Beatrice si volge verso il punto più luminoso del cielo e il viaggio riparte: Dante raggiunge la sfera di Mercurio in un lampo. Lo accolgono spiriti pieni di luce che esclamano «ecco chi crescerà li nostri amori», segno che il suo arrivo era atteso. L'incontro ravvicinato con un'anima è imminente, ma la risposta sulla sua identità resta sospesa al canto successivo.
Testo originaleParadiso · Canto V
Parafrasi