San Benedetto e la decadenza dei monasteri
Guida al canto
Dante è ancora nel settimo cielo, sotto il segno dei Gemelli, dopo l'incontro con Pietro Damiano. Stordito dal grido delle anime che ruotano intorno alla scala, il pellegrino si è voltato verso la sua guida come un bambino spaventato cerca la madre. Beatrice lo rassicura e lo invita a guardare le altre luci. Il canto si chiuderà con la sua ascesa rapidissima lungo la scala e con lo sguardo complessivo sull'universo.
Chi incontriamo
La fiamma più luminosa del coro si fa avanti: è san Benedetto, che racconta come sul monte di Cassino portò per primo il nome di Cristo e convertì la popolazione. Intorno a lui ruotano altri fuochi di contemplativi, fra cui Macario e Romualdo. Benedetto parla come legislatore del suo ordine e come voce che accusa la decadenza dei monasteri, ormai ridotti a spelonche piene di avidità.
Cosa aspettarsi
Dopo il dialogo con Benedetto il viaggio accelera: Beatrice spinge Dante su per la scala con un cenno, più veloce di qualunque moto terreno. Lo attende lo sguardo d'insieme sui sette pianeti e sulla terra, prima dell'ultima spera. È il passaggio che prepara la visione suprema, con la promessa che il desiderio di vedere l'anima scoperta si realizzerà solo in paradiso.
Testo originaleParadiso · Canto XXII
Parafrasi