La scala d'oro e Pietro Damiano
Guida al canto
Dante e Beatrice hanno lasciato il cielo di Giove e sono saliti al settimo cielo, quello delle stelle fisse, che appare come un immenso cristallo. Davanti a lui si erge una scala d'oro lungo la quale le anime beate scendono e salgono. Il conflitto iniziale è una percezione acuta e molteplice: Dante vede, sente e vorrebbe capire, ma la luce e la musica del paradiso minacciano di superare la sua umana capacità.
Chi incontriamo
Sulla scala appare una fiamma che si ferma davanti a Dante e lo accoglie con voce e luce: è Pietro Damiano, monaco ed eremita del Monte Catria, già cardinale. L'anima non si presenta subito con il nome: lo rivela solo dopo che Dante, vinto dalla reverenza, le chiede chi sia. Intorno a lui, altre fiammelle scendono e ruotano, formando un carosello di luci che conclude il canto con un suono così forte da stordire Dante.
Cosa aspettarsi
L'incontro con Pietro Damiano non è solo devoto: apre un durissimo attacco alla Chiesa contemporanea, simboleggiata dai pastori che indossano manti sui cavalli, due bestie sotto una pelle. Dopo questa denuncia Dante si avvierà a incontrare un'altra grande figura monastica, san Benedetto, in un dialogo che metterà a confronto due regole e due forme di vita consacrata.
Testo originaleParadiso · Canto XXI
Parafrasi