L'aquila della giustizia e i re malvagi
Guida al canto
Restiamo nel sesto cielo, quello di Giove, dove le anime beate avevano composto le lettere del messaggio precedente. Adesso quelle stesse luci si sono disposte in un'aquila immensa, fatta di tante fiamme che si muovono come un solo corpo. Il conflitto iniziale è un dubbio antico che Dante porta da tempo: come può la giustizia divina condannare chi, lontano dal mondo cristiano, vive senza peccato e muore senza battesimo.
Chi incontriamo
Entra davvero in scena l'aquila-parlante, immagine formata da tutti i beati del cielo di Giove, che parla con un'unica voce. Dante è il viaggiatore che pone la domanda, l'aquila è la voce che risponde. Virgilio è ancora accanto a Dante, ma qui non prende la parola; Beatrice resta presente ma in silenzio.
Cosa aspettarsi
Dopo l'aquila, Dante dovrà salire al cielo delle stelle fisse. L'ostacolo che lo accompagna non è più il dubbio sulla giustizia, ormai sciolto, ma il peso di una verità scomoda: i re cristiani corrotti saranno giudicati, e chi non ha mai sentito il nome di Cristo potrà stare più vicino a Dio di molti che lo invocano a parole.
Testo originaleParadiso · Canto XIX
Parafrasi