Cacciaguida e la Firenze antica
Guida al canto
Dante è nel cielo delle stelle fisse, davanti alla croce di Marte dove i beati guerrieri formano due cori luminosi. Il canto si apre con una lode alla volontà divina, poi una stella corre lungo il braccio destro della croce e si ferma accanto a lui: tutta l'attenzione si sposta su questa nuova luce.
Chi incontriamo
La luce che scende si rivela essere Cacciaguida, trisavolo di Dante, cavaliere al servizio dell'imperatore Corrado e morto in Terrasanta nella crociata contro la legge «il cui popolo usurpa la vostra giustizia». È lui che parla in prima persona, racconta le proprie origini e la Firenze antica. Beatrice non aggiunge parole, ma il suo cenno d'incoraggiamento è decisivo: spinge Dante a chiedere il nome del beato.
Cosa aspettarsi
Dopo l'incontro familiare, Cacciaguida inizierà a svelare il destino di Dante: la missione di poeta, le profezie dolorose che lo attendono, tra esilio e privazioni. Alla dolcezza della visione della Firenze perduta seguirà una verità scomoda, e il poeta capirà che la sua gloria futura passa attraverso la sofferenza e la perdita della sua città.
Testo originaleParadiso · Canto XV
Parafrasi