La lode di san Domenico
Guida al canto
Dante è ancora nel cielo del Sole, dove le due corone di beati completano un giro di danza e canto. Si fermano insieme, come occhi che si chiudono, e una nuova luce prende la parola. È la prima volta che si sposta il fuoco del racconto: dopo Francesco, parlato da san Tommaso, ora tocca a un'altra guida presentare il suo compagno di missione.
Chi incontriamo
San Bonaventura da Bagnoregio si presenta come voce della seconda corona, generale dei francescani e studioso. Parla di san Domenico come campione mandato dalla grazia divina contro le eresie, nato a Caleruega sotto il segno dei re di Castiglia. Intorno a lui, nella corona, compaiono i primi compagni di Francesco, Illuminato e Agostino, insieme a teologi e profeti come Ugo da San Vittore, Pietro Comestore, Pietro Ispano, Natan, Giovanni Crisostomo, Anselmo, Donato, Rabano e Gioacchino da Fiore.
Cosa aspettarsi
Dopo il ritratto di Domenico, Dante sentirà parlare della decadenza dell'ordine domenicano, che ha perso lo slancio delle origini. Bonaventura chiude con un avvertimento: i nuovi maestri piegano la regola a interessi di parte, come quelli di Casale e Acquasparta. Il lettore deve aspettarsi che il cielo del Sole si concluda con un bilancio critico sui due grandi ordini mendicanti, prima di salire al cielo successivo.
Testo originaleParadiso · Canto XII
Parafrasi