Mitologico

Urania

La musa Urania, invocata da Dante nel canto XXIX del Purgatorio mentre chiede aiuto al suo coro per cantare le primizie della felicità paradisiaca.

Profilo

Urania è ricordata da Dante nel XXIX del Purgatorio, in un passo in cui il poeta si rivolge alle Muse perché lo assistano nel descrivere lo spettacolo luminoso e sonoro che si manifesta dopo la visione del corteo mistico. La nota al verso 37 spiega che l'invocazione O sacrosante segna l'avvio di una sequenza importante e per certi versi autonoma, analoga per funzione all'apertura dei canti dell'ultimo cerchio dell'Inferno. La nota ai versi 32-36 chiarisce inoltre che il balenare e il suono indistinto si precisano progressivamente in fiamma accesa e in un coro di voci umane, secondo una tecnica figurativa di avvicinamento graduale. Il commento al verso 36 ricorda che Dante usa l'aggettivo dolce unito a suon o armonia come quasi un tecnicismo per il canto corale polifonico. Il commento al verso 41 menziona Urania insieme al suo coro, invocata perché soccorra il poeta mentre questi comincia a gustare l'etterno piacer.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
PurgatorioCanto XXIX41e Uranìe m’aiuti col suo coroApri verso