Mitologico
Tisbe
Giovane babilonese protagonista, con Piramo, del mito ovidiano dell'amore contrastato e della morte presso il gelso.
Profilo
Tisbe è la figura femminile del celebre mito narrato da Ovidio nelle Metamorfosi, ricordato da Dante nella similitudine del Purgatorio. Insieme a Piramo, due giovani babilonesi osteggiati dalle rispettive famiglie, aveva deciso di fuggire e si era data appuntamento presso un gelso fuori città. Giunta per prima, fu messa in fuga da una leonessa e perse il velo, che la belva lacerò e macchiò col suo muso insanguinato. Piramo, sopraggiunto, credendola morta si uccise con la propria spada. Tornata presso il gelso, Tisbe lo vide a terra e, chiamandolo piangendo, gli scongiurò di aprire gli occhi e ripeté il proprio nome. A quella voce Piramo, già gravato dalla morte, riaprì gli occhi, la vide e la riconobbe. Il verso dantesco evoca proprio l'istante in cui, al nome di Tisbe, Piramo apre il ciglio, assunto come immagine del cedere dell'animo davanti all'amore.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XXVII | 37 | Come al nome di Tisbe aperse il ciglio | Apri verso |