Storico
Provenzan Salvani
Ghibellino senese del XIII secolo, ricordato da Dante nell'Antipurgatorio come esempio di superbia umiliata, che si impose con una grandiosa elemosina per salvare un amico dalla prigionia.
Profilo
Provenzan Salvani è un personaggio storico citato da Dante nel Purgatorio (XI, 121). Le note al passo lo descrivono come ghibellino di grande prestigio e autorità in Siena al tempo di Manfredi, capitano dei Senesi nella battaglia di Montaperti (1260), e in seguito guida indiscussa della parte ghibellina in Toscana. Partecipò al concilio di Empoli, dove si sostenne la necessità di distruggere Firenze, idea contrastata da Farinata. Dopo le sconfitte ghibelline di Benevento e Tagliacozzo, i Senesi furono rovinosamente sconfitti dai Fiorentini a Colle Val d'Elsa (1269): qui Provenzano fu preso, decapitato e il suo capo portato per il campo infisso su una lancia. La nota lo segnala tra i superbi (Purg. XI, 122-3) e qualifica la sua colpa come praesumptio, figlia della vanagloria secondo i padri della Chiesa. Dalle antiche tenzone (1262) resta traccia della sua fierezza, con parole come «Non ave di valenza / ki non è invidiato».
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XI | 121 | «Quelli è», rispuose, «Provenzan Salvani; | Apri verso |