Papi e religiosi
Pietro Damiano
Monaco e dottore della Chiesa, identificato in Paradiso XXI come l'anima che fu nel monastero di Fonte Avellana e che parla a Dante nel cielo di Saturno.
Profilo
Pietro Damiano si presenta a Dante in Paradiso XXI affermando di aver vissuto a Fonte Avellana, monastero che, come ricorda, soleva rendere copiosa messe di santi al paradiso. Nato nel 1007 a Ravenna, entrò nel 1035 nell'eremo di Fonte Avellana, attratto dalla vita solitaria e contemplativa; ne divenne priore nel 1043 e sotto la sua guida l'eremo fiorì con case filiali fondate per tutta l'Italia centrale. Accanto al mistico, in lui agiva l'uomo d'azione, che lo portò ad affiancare i papi nella guida della Chiesa contro la corruzione del clero. Fatto vescovo di Ostia e cardinale nel 1057, fu incaricato di missioni a Milano, Cluny, Firenze e Ravenna, ottenendo nel 1066 di tornare al suo eremo. Morì a Faenza nel 1072, fu venerato come santo e fu proclamato dottore della Chiesa da Leone XII. Nelle sue opere, animate da forte passione, si riflette la duplice personalità di mistico e di politico, dalla celebre Vita di San Romualdo al violento scritto polemico Gomorrhianus sui costumi del clero.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Paradiso | Canto XXI | 121 | In quel loco fu’ io Pietro Damiano, | Apri verso |