Divinità

Minerva

Divinità pagana richiamata da Dante come allegoria della sapienza che assiste e guida l'impresa del poema sacro.

Profilo

Nel XXX del Purgatorio, nell'ambito della processione mistica, Dante descrive una figura cinta di fronde di Minerva: «cerchiato de le fronde di Minerva» (Purg. XXX 68). La nota al passo precisa che l'olivo, pianta sacra a Minerva, significa la sapienza; il tratto contribuisce a chiarire il ruolo di Beatrice come celeste sapienza o teologia, così come la citazione del Cantico. Nel II del Paradiso, all'inizio della terza cantica, il poeta invoca direttamente la dea perché lo assista nel viaggio: «Minerva spira, e conducemi Appollo» (Par. II 8). Secondo le note al canto, Minerva è identificata con la sapienza, Apollo con l'ispirazione poetica e le Muse con l'arte: nell'impresa sono compresenti sapienza, poesia e arte, ma è Minerva che «gonfia le vele» della nave, facendo della poesia lo strumento della sapienza. La divinità pagana assume, come Apollo, un significato cristiano.

Nel testo

Versi collegati

3 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
PurgatorioCanto XII31Vedea Timbreo, vedea Pallade e Marte,Apri verso
PurgatorioCanto XXX68cerchiato de le fronde di Minerva,Apri verso
ParadisoCanto II8Minerva spira, e conducemi Appollo,Apri verso