Papi e religiosi
Mardocheo
Ebreo timorato di Dio, zio della regina Ester, ricordato come giusto nell'esempio biblico del secondo crocifisso nel Purgatorio.
Profilo
Nel Purgatorio XVII, tra gli esempi di umiltà e di superbia punita scolpiti nella cornice, Dante richiama la vicenda biblica di Ester e del giusto Mardocheo. Le note al canto spiegano che Aman, ministro del re di Persia Assuero (identificato con Serse I), aveva ordinato la crocifissione dell'ebreo Mardocheo, zio della regina Ester, perché questi rifiutava di tributargli l'adorazione richiesta, e intendeva con lui sterminare tutti gli ebrei del regno. Ester rivelò al re il crudele progetto e Assuero fece crocifiggere Aman sulla croce preparata per Mardocheo, salvando così gli ebrei. L'aggettivo giusto attribuito a Mardocheo dalle note ne qualifica la condizione di ebreo timorato di Dio, mentre l'aggettivo grande riservato ad Assuero conferisce rilievo alla figura regale. Le tre figure – Ester, Mardocheo e Assuero – sono evocate dal solo loro nome a circondare il crocifisso, rievocando l'intera storia biblica. L'episodio è presentato come figura della salvezza della Chiesa, secondo la tradizione che da san Girolamo vedeva in Ester la Chiesa e in Aman il demonio.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XVII | 29 | Estèr sua sposa e ’l giusto Mardoceo, | Apri verso |