Da classificare
Marco
Spirito lombardo incontrato da Dante nella cornice degli iracondi, noto nel Trecento come saggio uomo di corte. Si presenta di persona, denuncia la corruzione del mondo e richiama il valore del libero arbitrio.
Profilo
Marco si presenta a Dante come lombardo, dicendo di essere stato chiamato Marco. Le notizie storiche su di lui sono scarse: le fonti lo ricordano come uomo di corte saggio e amante della pace, presente nelle corti dell'Italia settentrionale, probabilmente a lungo presso Gherardo da Camino a Treviso, e in Toscana presso il conte Ugolino. Il suo profilo morale, vicino a quello di Dante, ne fa l'interlocutore designato per affrontare i temi centrali della meditazione dantesca: il libero arbitrio, le cause della corruzione del mondo e il rapporto tra Chiesa e Impero. Nel colloquio camminato entro la cornice degli iracondi, Marco è figura solo vocale, perché il fumo della cornice ne nasconde la vista. Il dialogo si interrompe bruscamente quando il gruppo giunge al limite della nube, oltre la quale solo le anime già purificate possono avvicinarsi all'angelo che custodisce il passo del perdono.
Nel testo
Versi collegati
2 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XVI | 46 | «Lombardo fui, e fu’ chiamato Marco; | Apri verso |
| Purgatorio | Canto XVI | 130 | «O Marco mio», diss’ io, «bene argomenti; | Apri verso |