Papi e religiosi

Giuda

Giuda è citato nella Commedia come traditore: nel XXXI dell'Inferno è indicato da Brunetto Latini tra coloro che Lucifero strazia, e nel XVI del Paradiso è ricordato da Cacciaguida come esempio emblematico di slealtà fiorentina.

Profilo

Nel canto XXXI dell'Inferno Brunetto Latini, rivolgendosi a Dante, indica in Lucifero la presenza di Giuda tra i dannati, soggetto alla pena più estrema riservata ai traditori. Nel canto XVI del Paradiso Cacciaguida, esortando i progenitori a guardarsi dai mali della loro città, paragona alla condotta di Giuda il comportamento sleale di alcuni concittadini fiorentini, che tramano nell'ombra come il celebre traditore. Una nota autorizzata al canto XXI chiarisce che secondo il Vangelo Giuda tradì Gesù per trenta denari d'argento, consegnatigli dai sacerdoti d'Israele, fornendo così il riscontro scritturale del personaggio evocato come esempio di tradimento. La menzione paradisiaca non colloca Giuda in un cielo, ma lo richiama come termine di paragone morale; quella infernale lo situa, secondo i versi, nella zona più bassa dell'Inferno, in cui Lucifero stesso è descritto mentre lo strazia.

Nel testo

Versi collegati

6 versi