Papi e religiosi
frate Gomita
Barattiere ricordato da un dannato nell'Inferno dantesco; sardo di Gallura, fu vicario del giudice Nino Visconti nel giudicato omonimo e fu impiccato per corruzione.
Profilo
Il nome di frate Gomita è introdotto nel ventiduesimo canto dell'Inferno, dove un dannato lo indica come esempio di barattiere. Secondo le note al medesimo canto, frate Gomita era un sardo della regione di Gallura, uno dei quattro giudicati in cui i Pisani avevano diviso la Sardegna dopo la conquista ai Saraceni del 1117. Egli fu vicario del giudice pisano Nino Visconti, che resse il giudicato di Gallura per Pisa dal 1275 al 1296. Le note riferiscono che Nino si sarebbe fidato ciecamente di lui nonostante le accuse di baratteria, finché non fu chiaro che frate Gomita aveva lasciato andare, dietro compenso, alcuni nemici del Visconti caduti nelle sue mani; per questo fu fatto impiccare per la gola. Le stesse note ricordano che Dante poté conoscere l'episodio da Nino Visconti stesso, che gli fu amico.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Inferno | Canto XXII | 81 | Ed ei rispuose: «Fu frate Gomita, | Apri verso |