Papi e religiosi
Eva
Eva è menzionata due volte nel Purgatorio come figura biblica del peccato originale: per il cibo amaro che la rese causa della caduta, e per l'ardimento che provocò la riprensione.
Profilo
Nel Purgatorio VIII, v. 99, Dante cita Eva a proposito del «cibo amaro», evocando la trasgressione del frutto proibito che la tradizione biblica le attribuisce come origine del peccato originale. Tale citazione si inserisce nel ragionamento del canto sul libero arbitrio e sulla responsabilità umana davanti al bene e al male, temi che il poeta intreccia con il significato metaforico del paesaggio terrestre. Nel Purgatorio XXIX, v. 24, il poeta ricorda nuovamente Eva, indicando che il suo «ardimento» – l'iniziativa con cui prese e gustò il frutto – provocò una riprensione, ossia una condanna, divenendo così il principio della corruzione dell'umanità. Entrambe le menzioni presentano Eva come figura di riferimento morale e storico-religiosa, evocata da Dante nel Purgatorio per spiegare le radici della colpa umana e il cammino di purificazione che ne consegue.
Nel testo
Versi collegati
4 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto VIII | 99 | forse qual diede ad Eva il cibo amaro. | Apri verso |
| Purgatorio | Canto XII | 71 | figliuoli d’Eva, e non chinate il volto | Apri verso |
| Purgatorio | Canto XXIV | 116 | legno è più sù che fu morso da Eva, | Apri verso |
| Purgatorio | Canto XXIX | 24 | mi fé riprender l’ardimento d’Eva, | Apri verso |