Divinità

Cristo

In Purgatorio XX è ricordato come colui che fu preso (catto) dal suo vicario; in Purgatorio XXI appare ai due discepoli sulla via di Emmaus; in Purgatorio XXIII è menzionato lieto mentre dice ‘Elì’.

Profilo

Nei versi-ancora della Commedia Cristo è evocato in contesti molteplici: come figura catturata dal vicario (Purgatorio XX 87); apparso ai due discepoli in via (Purgatorio XXI 8); lieto nel pronunciare ‘Elì’ (Purgatorio XXIII 74); romano in quanto legato a Roma (Purgatorio XXXII 102); lampeggiante nella croce di Marte (Paradiso XIV 104 e 108); invocato dai molti che gridano il suo nome (Paradiso XIX 106); ricordato nel primo convento dei suoi (Paradiso XXIX 109); e come sposo della Chiesa nel proprio sangue (Paradiso XXXI 3). Le note al canto VI del Paradiso chiariscono che la nascita di Cristo è collocata da Dante nella pax augusta, evento provvidenziale preparato dalla storia romana, e che la condanna di Cristo in Palestina e la distruzione di Gerusalemme sotto Tito sono lette come castigo del peccato e della crocifissione.

Nel testo

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