Mitologico

Atropos

Una delle tre Parche, menzionata da Dante nell'Inferno XXXIII come colei che muove per lasciare il corpo, recidendo il filo della vita.

Profilo

Atropos è citata da Dante in un passo del canto XXXIII dell'Inferno, pronunciato dal dannato frate Alberigo. Nel dialogo con Dante, il frate afferma che la sua anima è già dannata per effetto di un patto stretto con un diavolo che si occupa della sua persona, «innanzi ch'Atropòs mossa le dea», ossia prima che la Parea conceda il via alla sua uscita dal corpo, cioè prima che giunga il momento naturale della morte. La nota di commento al verso precisa che Atropo è, tra le tre Parche, quella che taglia il filo della vita. La forma grafica «Atropòs», con accento sulla o finale, è attestata nel verso dantesco. Dante conosce il mito classico delle Parche e lo impiega come immagine del termine naturale dell'esistenza, contrapposto al caso di Alberigo, la cui anima è già precipitata nel lago di Cocito mentre il corpo resta ancora animato da un demonio.

Nel testo

Versi collegati

1 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto XXXIII126innanzi ch’Atropòs mossa le dea.Apri verso