Mitologico
Argo
Argo è menzionato nel Purgatorio come custode dalla vista onniveggente. Il suo nome ricorre accanto all'immagine della coda del pavone, le cui penne sono descritte piene d'occhi come gli occhi del mitico guardiano.
Profilo
Nel Purgatorio XXIX Dante descrive la coda del pavone, le cui penne sono piene d'occhi come gli occhi di Argo, stabilendo una similitudine tra le macchie ocellate delle penne del volatile e lo sguardo diffuso del personaggio mitologico. Argo è ricordato qui nella sua qualità di custode dotato di una vista multiforme e onnipresente, qualità che lo aveva reso celebre come guardiano. Il richiamo dantesco evoca la tradizione classica dell'Argο Panoptes, il guardiano dai cento occhi, collocandolo all'interno di una similitudine visiva che esalta la meraviglia del canto. La menzione si limita a questo raffronto figurativo all'interno del canto, senza ulteriori sviluppi narrativi.
Nel testo
Versi collegati
2 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Purgatorio | Canto XXIX | 95 | le penne piene d’occhi; e li occhi d’Argo, | Apri verso |
| Paradiso | Canto XXXIII | 96 | che fé Nettuno ammirar l’ombra d’Argo. | Apri verso |