Divinità
Alfa e O
Nei versi del Paradiso è invocato come principio e fine di ogni cosa scritta, identificato con Dio stesso, motore ultimo della creazione e della profezia.
Profilo
Nel canto XXVI del Paradiso Dante, in risposta alla domanda posta da san Giovanni, afferma che ogni amore che lo accende in terra ha principio e fine nel bene che fa contenti i beati in cielo, cioè Dio. Tale principio e fine viene chiamato «Alfa e O», l’inizio e il compimento di quanta scrittura è diffusa nel mondo. La nota autorizzata al passo chiarisce che con questa perifrasi è designato Dio, termine di ogni desiderio dell’anima del poeta. Il riferimento si inserisce nella riflessione sull’amore e sulla missione profetica attribuita a Dante, confermata da Pietro subito dopo nel medesimo canto. La definizione dell’identità di «Alfa e O» come divinità cristiana è dunque desumibile direttamente dal testo e dal commento al canto, senza che altri luoghi del poema intervengano a modificare tale collocazione.
Nel testo
Versi collegati
1 versi| Cantica | Canto | Verso | Testo | Apri verso |
|---|---|---|---|---|
| Paradiso | Canto XXVI | 17 | Alfa e O è di quanta scrittura | Apri verso |