Reale

Sardigna

Isola del Mediterraneo occidentale ricordata da Dante nell'Inferno (XXIX 48) come terra dai costumi corrotti, accostata alla Maremma.

Descrizione

Nel verso di Inferno XXIX 48, Dante inserisce la Sardigna in una sequenza che accumula luoghi noti per la corruzione o per la presenza di mali, accostandola alla Maremma. Le note al canto XXIII, pur riferendosi specificamente alla Barbagia interna, chiariscono il quadro culturale in cui Dante colloca l'isola: la Sardegna, e in particolare i suoi abitanti di origine mauritana, era proverbialmente ritenuta terra di costumi rilassati, con donne descritte come seminude per il caldo e l'usanza, tanto che il poeta poteva impiegarla come termine di paragone negativo per le donne di Firenze. Dante non entra però nel dettaglio della geografia interna dell'isola: la Sardigna funge piuttosto da luogo-simbolo di una fama moralmente negativa, evocato in poche sillabe per intensificare l'accusa.

Nel testo

Versi collegati

3 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
InfernoCanto XXII89di Logodoro; e a dir di SardignaApri verso
InfernoCanto XXIX48e di Maremma e di Sardigna i maliApri verso
PurgatorioCanto XXIII94ché la Barbagia di Sardigna assaiApri verso