Reale

Gerusalemme

Gerusalemme è citata nella Commedia come centro geografico dell'emisfero abitato e come luogo di rilevante significato storico, teologico e profetico.

Descrizione

Nella geografia dantesca Gerusalemme è posta al centro dell'emisfero abitato, esteso per 180° di longitudine tra il Gange a oriente e Cadice a occidente. Il suo meridiano sovrasta al suo zenith la città, e al tramonto del sole sotto quel cielo sorge contemporaneamente la notte dal Gange. Il nome della città ricorre nella Commedia in contesti storico-religiosi: la folla che perdé Ierusalemme è ricordata in Purgatorio XXIII, mentre in Paradiso XIX si profetizza la vendetta al Ciotto di Ierusalemme; ancora, un'anima deve venire in Ierusalemme per vedere, secondo Paradiso XXV. In Purgatorio IV è menzionata Sïòn come imagine entro cui Dante si figura raccolto. Per il senso morale, la Scrittura qualifica Gerusalemme come vedova: «facta est quasi vidua domina gentium» (Lam. 1, 1), richiamo che rivela il valore drammatico dell'esclamazione dantesca sulla perdita dell'innocenza.

Nel testo

Versi collegati

4 versi
CanticaCantoVersoTestoApri verso
PurgatorioCanto IV68dentro raccolto, imagina SïònApri verso
PurgatorioCanto XXIII29la gente che perdé Ierusalemme,Apri verso
ParadisoCanto XIX127Vedrassi al Ciotto di IerusalemmeApri verso
ParadisoCanto XXV56vegna in Ierusalemme per vedere,Apri verso