Lo Stige, Filippo Argenti e le porte di Dite
Guida al canto
Sulla palude di Stige, una barca guidata da Flegias porta Dante verso la città di Dite. Il fango è denso, la navigazione lenta: la torre con le due fiammelle resta alle spalle, mentre in lontananza le mura di Dite brillano di un rosso infuocato, segno del fuoco eterno che le arroventa da dentro.
Chi incontriamo
Flegias, il traghettatore collerico, accoglie Dante con un grido e poi rema in silenzio, pieno di rabbia trattenuta. Filippo Argenti, fiorentino superbo, riconosce Dante e cerca di abbracciarlo, ma gli altri iracondi lo prendono a morsi e lo sbranano nella broda. Sui baluardi di Dite appaiono i diavoli piovuti dal cielo, che sbarrano l'ingresso a Virgilio.
Cosa aspettarsi
Lasciato solo fuori dalle mura, Dante dovrà vincere la paura dell'abbandono. Virgilio entra a trattare con i diavoli, ma la vera svolta arriverà dal cielo: un messo aprirà la porta senza che i diavoli possano opporsi, e la discesa nei cerchi inferiori potrà finalmente cominciare.
Testo originaleInferno · Canto VIII
Parafrasi