Le Erine e il messo celeste
Guida al canto
Siamo davanti alle mura di Dite, la città dei diavoli. Virgilio è tornato solo dalla sua trattativa, e il suo volto tradisce la paura: dovrà vincere la resistenza dei demoni, e questo spaventa anche il poeta. La palude di Stige circonda la fortezza infernale e il suo fetore rende l'aria irrespirabile, mentre in lontananza le fiamme rosse ardono sulla torre più alta.
Chi incontriamo
Tre Furie compaiono sulla cima della torre: Megera, Aletto e Tèsifone, ministre della regina dell'eterno pianto, che si graffiano il petto e invocano Medusa per pietrificare Dante. Poco dopo giunge un messo celeste, riconoscibile perché cammina asciutto sulla superficie dello Stige e ne dissolve il vapore con una mano: nessun diavolo osa contrastarlo, ed egli spalanca la porta con una verghetta.
Cosa aspettarsi
Entrati a Dite, il viaggio cambia registro: si apre un grande camposanto rovente, pieno di arche infuocate da cui escono lamenti. Qui incontreremo gli eretici, condannati a bruciare nelle tombe aperte, e capiremo che ogni setta giace accanto ai propri simili. Il lettore si prepari a una sosta che pesa: più che una marcia, è un attraversamento tra voci e fuoco.
Testo originaleInferno · Canto IX
Parafrasi