Caina, i traditori dei parenti
Guida al canto
Dante è sul fondo del pozzo, davanti al lago di Cocito: una distesa di ghiaccio così spessa che nemmeno un macigno lo spaccherebbe. I dannati sono conficcati nella superficie, con il volto chino e i denti che battono per il gelo. Qui si apre la Caina, la prima delle zone del lago, riservata a chi ha tradito i parenti. Camminare è un rischio: i volti sporgono appena e basta un passo per urtarli.
Chi incontriamo
Due fratelli della valle del Bisenzio, figli di Alberto da Caina, stanno testa contro testa: le lacrime gelano loro sugli occhi prima di cadere. Parla per loro Camiscion de' Pazzi, che attende il cugino Carlino. Poi Dante mette il piede su Bocca degli Abati, fiorentino, che si rifiuta di dirsi e viene strappato per i capelli. Infine appare la coppia che si divora: chi morde è il conte Ugolino, che rode il cranio dell'arcivescovo Ruggieri.
Cosa aspettarsi
La Caina si chiude alle spalle e il viaggio continua verso il centro del lago, dove lo stesso ghiaccio dividerà i dannati in altre zone. Intanto cambia il tono del racconto: Dante non osserva soltanto, interviene, minaccia e ottiene nomi con la forza. Resta aperta la domanda su quanto sia lecito, per il pellegrino, strappare la verità persino ai dannati.
Testo originaleInferno · Canto XXXII
Parafrasi