Il Conte Ugolino e la Tolomea
Guida al canto
Siamo al fondo del nono cerchio, sotto la crosta di ghiaccio. Il racconto del conte Ugolino si è appena chiuso con l'immagine straziante dei figli morti di fame nella torre. Subito dopo, Dante e Virgilio procedono tra i dannati della Tolomea, distesi supini sotto il ghiaccio, dove le lacrime si congelano sugli occhi formando una visiera.
Chi incontriamo
Il conte Ugolino chiude qui il suo racconto e il suo dialogo con Dante. Entra in scena frate Alberigo, che chiede a Dante di liberargli il viso dal ghiaccio. È lui a svelare la particolarità della Tolomea, dove l'anima cade prima che il corpo sia morto, e a indicare Branca Doria come esempio di chi è già dannato pur essendo ancora vivo nel mondo.
Cosa aspettarsi
Dopo l'incontro con Alberigo, il viaggio infernale si avvicina davvero al suo termine. Resta aperto l'enigma del corpo vivo con l'anima già dannata e il turbamento di Dante, che rifiuta di aprire gli occhi al dannato. Il lettore si prepara così all'uscita dall'Inferno, portandosi dietro domande su colpa, tradimento e giustizia.
Testo originaleInferno · Canto XXXIII
Parafrasi