Falsari di persona e di moneta
Guida al canto
Dante è ancora sul ponte dell'ultima bolgia, in fondo a Malebolge. La scena è dominata da un puzzo insopportabile e da corpi deformi che si straziano a vicenda. Il conflitto non è solo visivo: il poeta si lascia assorbire da una lite tra dannati fino a dimenticare il tempo e la guida. È qui che Virgilio lo riprende con durezza, segnando uno scarto nel rapporto tra i due.
Chi incontriamo
Entrano in scena Gianni Schicchi, che morse Capocchio, e maestro Adamo, il falsario idropico che chiede solo da bere. Griffolino nomina Mirra, che falsò sé stessa assumendo un'altra forma. Ai margini del campo, distesi e inerti, appaiono la moglie di Putifarre e il greco Sinone, con cui Adamo ingaggia una rissa furiosa. L'incontro con Sinone è nuovo e pesa: è il volto del bugiardo per eccellenza.
Cosa aspettarsi
Dopo il rimprovero, Dante capisce che ascoltare le contese dei dannati è una distrazione pericolosa. Da qui in avanti il viaggio si avvicina al pozzo centrale, dove lo aspettano i giganti. La domanda che accompagna il lettore è se il poeta saprà mantenere l'attenzione sulla guida invece che sui particolari della pena.