I ladri e la profezia di Vanni Fucci
Guida al canto
Siamo sul ponte spezzato tra la settima e l'ottava bolgia. Il conflitto iniziale è la salita faticosa: Dante arranca di roccia in roccia, si siede esausto e Virgilio lo rimprovera con durezza, esortandolo a rialzarsi perché la discesa sarà ancora lunga. Una voce senza parole sale dal fosso sottostante, spingendo i due a scendere sulla sommità del ponte che si affaccia sull'ottava bolgia.
Chi incontriamo
Entra in scena Vanni Fucci, bestia, pistoiese, ladro sacrilego della sacrestia dei begli arredi, morto da poco. Un serpente lo trafigge e lo riduce in cenere, poi la polvere si ricompone d'un tratto: immagine spesso letta come richiamo rovesciato alla fenice che rinasce, qui in chiave di punizione. Virgilio compare solo per la sua azione: solleva Dante sul ponte, lo rimprovera, poi interroga il dannato per conto del discepolo.
Cosa aspettarsi
Dopo l'incontro Dante ottiene una confessione ma anche una profezia amara: Fucci annuncia l'eccidio dei Bianchi in Toscana, una tempesta di Val di Magra abbattutasi su Campo Piceno. Il lettore si prepara a una predizione politica che pesa sul cammino, con il viaggiatore chiamato ad ascoltarla e a portarne il peso oltre i confini della bolgia.
Testo originaleInferno · Canto XXIV
Parafrasi
E detto l’ho perché doler ti debbia!».
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