La quinta bolgia e i Malebranche
Guida al canto
Dalla quarta bolgia, lungo i ponti che attraversano le Malebolge, Dante e Virgilio si fermano sullo spalto successivo. Sotto di loro ribolle una pece densa, riscaldata non dal fuoco ma per arte divina, che nasconde alla vista i dannati. Il pericolo è duplice: scivolare nel bollore o finire uncinati dai diavoli che sorvegliano la bolgia. Il conflitto nasce proprio qui, quando un diavolo emerge all'improvviso alle spalle dei due viaggiatori.
Chi incontriamo
Un diavolo nero corre su per lo scoglio con un dannato di Lucca sulla spalla. Poi fa il suo ingresso Malacoda, il capo di una squadra di dieci diavoli che scende dal ponte per trattare con Virgilio. Alichino, Calcabrina, Cagnazzo, Barbariccia, Libicocco, Draghignazzo, Ciriatto, Graffiacane, Farfarello e Rubicante compongono la scorta, con Scarmiglione che tenta un gesto ostile. È la prima volta che i diavoli diventano veri interlocutori del viaggio.
Cosa aspettarsi
Dopo il patto con Malacoda, Dante e Virgilio proseguono scortati dalla decina di diavoli verso la sesta bolgia. La tregua appare fragile: Dante nota i denti digrignati dei Malebranche e chiede a Virgilio di andare avanti senza scorta, ricevendo però l'invito a non temere. Resta l'ostacolo del sesto arco, crollato da più di milleduecento anni, e l'insicurezza di camminare fianco a fianco con i custodi infernali.
Testo originaleInferno · Canto XXI
Parafrasi